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Garlasco, la rivelazione in tv: “La stradina che porta sul retro della casa di Sempio…”

Il delitto di Garlasco continua a essere al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria, con nuovi tentativi di rilettura dei luoghi e dei possibili movimenti successivi all’omicidio di Chiara Poggi. A quasi vent’anni dai fatti, il caso resta oggetto di approfondimenti che cercano di individuare percorsi alternativi e scenari finora meno considerati.

In questo contesto si inserisce il servizio andato in onda a Mattino Cinque, che ha scelto di tornare sul posto per proporre una ricostruzione orientata a offrire una visione diversa dei movimenti dell’assassino o degli assassini dopo l’omicidio, aprendo una nuova pista rispetto alle ipotesi seguite in passato.

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Garlasco, la rivelazione in tv: “La stradina che porta sul retro della casa di Sempio…”

Durante la trasmissione, la conduttrice Federica Panicucci ha dato voce all’inviato Emanuele Canta, collegato dal retro della villetta dei Poggi. È proprio da quel punto che prende forma la ricostruzione mostrata in diretta, con l’inviato impegnato a immaginare e spiegare come si sarebbero potuti muovere i responsabili subito dopo il delitto, analizzando diverse possibilità legate alla conformazione dei luoghi.

Dal retro dell’abitazione, infatti, si arriva immediatamente a un piccolo canale. Un dettaglio che in studio non passa inosservato, anche perché quel corso d’acqua si ricongiunge al canale in cui è stato rinvenuto il sacco di vestiti sporco di rosso, che qualcuno, pur in assenza dalle analisi di possibili macchie di sangue, ha ricollegato all’omicidio di Chiara.

Su questo punto l’inviato si sofferma con particolare cautela, sottolineando i limiti dell’ipotesi. “Difficile che gettando un sacco qui, possa arrivare in quella zona di campagna in cui è stato rinvenuto, però può essere stato uno spunto, l’assassino potrebbe aver pensato di gettarli più avanti lungo il canale principale”, spiega Emanuele Canta a Federica Panicucci. Il servizio prosegue poi risalendo il piccolo argine accanto al canale, con l’inviato che si fa seguire dalla telecamera mentre illustra le sue considerazioni.

Risalendo l’argine si raggiunge infatti subito via Toledo, una strada pedonale battuta quasi esclusivamente dai residenti, come sottolineato dallo stesso Canta. Un elemento messo in evidenza per rimarcare come si tratti di un’area poco frequentata e apparentemente tranquilla, che avrebbe potuto rappresentare una possibile via di fuga per allontanarsi indisturbati dalla scena dell’omicidio.

Da quella via, camminando solo alcuni minuti, si arriva facilmente a una piccola strada pedonale “al termine della quale si accede al retro della casa di Andrea Sempio“, sottolinea l’inviato. Nel confronto con lo studio viene infine chiarito che non si tratta di prove ufficiali, ma di una possibile ricostruzione che si auspica possa essere valutata dagli inquirenti, mostrando come la geografia del luogo possa suggerire nuovi potenziali percorsi legati al caso.


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