Cade a pezzi la residenza di campagna di Cavour: solito caso di incuria e malagestione

 

La residenza di Camillo Benso conte di Cavour che cade a pezzi, in totale abbandono e rovina. Un servizio di Sergio Rizzo per il Corriere che per molti già è uno spaccato del paese: la casa del cosiddetto padre dell’unità d’Italia è lo specchio di un paese che – come quell’immobile – non riesce a stare in piedi. Totale decadenza (complie anche lo Stato) nel borgo di Leri, a pochi chilometri da Trino, nella Provincia di Vercelli. “Lo dice la centrale elettrica ormai tristemente spenta, con le sue enormi torri che sovrastano inquietanti una mingherlina chiesetta del Settecento con i suoi delicati mattoni rossi. Lo confermano i 160 ettari di fertilissimo terreno coperto da inerti e cemento. Lo ricordano i muri diroccati della casa padronale, un gioiello di architettura settecentesca che si sbriciola nell’indifferenza di Roma”. 

Che il patrimonio artistico italiano non sia in buona salute è fuori discussione, ma Rizzo ci mette lo zampino, una interpretazione divisiva. Ammette che non è una novità, che “siamo pieni di dimore storiche in rovina”. Ma, aggiunge, “questa non è una delle tante. Era la residenza di Camillo Benso conte di Cavour, l’artefice dell’unità d’Italia”. Come dire che se crolla il tetto della Reggia di Caserta è poca cosa? Quello di Rizzo è un viaggio nella malagestione, nello spreco e nell’incuria. In uno scenario che non è il Sud. E forse per questo passa in sordina. O, in fondo, di Cavour non interessa più a nessuno…


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Pubblicato il alle ore 06:37 Ultima modifica il alle ore 21:54