Doveva essere una serata storica per il tennis italiano. Un derby tra Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi nei quarti di finale del Roland Garros, con la certezza di portare almeno un azzurro in semifinale accanto a Flavio Cobolli, già qualificato dopo la vittoria contro Felix Auger-Aliassime. Invece, a poche ore dalla sfida, è arrivata la notizia che nessuno voleva sentire.
Matteo Berrettini si è ritirato dal torneo, costretto a fermarsi ancora una volta per un problema fisico. Una decisione dolorosa che interrompe il suo splendido percorso parigino e che arriva proprio quando il romano sembrava aver ritrovato continuità e fiducia dopo anni segnati da infortuni e stop forzati.

Il sogno interrotto sul più bello
Per Berrettini questo Roland Garros rappresentava molto più di un semplice torneo. Era il ritorno ai quarti di finale a Parigi per la prima volta dal 2021, dopo aver saltato diverse edizioni a causa dei continui problemi fisici che hanno condizionato la sua carriera negli ultimi anni. Nei giorni scorsi aveva parlato apertamente delle difficoltà vissute, dei dubbi e della paura di non riuscire più a tornare ai suoi livelli.
Proprio per questo il ritiro assume un peso ancora più amaro. Il romano era riuscito a costruire una cavalcata importante, eliminando avversari difficili e mostrando segnali incoraggianti sul piano atletico e mentale. Poi, ancora una volta, il fisico ha presentato il conto.

Arnaldi vola in semifinale
Con il forfait di Berrettini, sarà Matteo Arnaldi a raggiungere direttamente la semifinale dello Slam parigino. Per il ligure si tratta del risultato più importante della carriera, ottenuto dopo un torneo straordinario in cui aveva già eliminato avversari di alto livello e superato maratone estenuanti.
Nonostante le eliminazioni premature di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, il tennis italiano continua a scrivere una pagina storica. Grazie alla qualificazione di Flavio Cobolli e a quella di Matteo Arnaldi, l’Italia avrà comunque un rappresentante in finale al Roland Garros, un risultato impensabile solo pochi giorni fa dopo l’uscita del numero uno del mondo.
Resta però l’amarezza per Berrettini. Perché questa volta il sogno non si è fermato per una sconfitta. Si è fermato ancora una volta per il suo corpo.



