La Biblioteca Nazionale di Baghdad corre ai ripari da ulteriori attacchi distruttivi da parte dell’Isis a danno del patrimonio, dal valore inestimabile, conservato tra le sue mura. Un progetto che prevede il restauro e la digitalizzazione di ciò che rimane dei manoscritti e libri a stampa antichi e moderni, testimonianze di secoli di storia di una civiltà antica e dotta, sopravvissuti al saccheggio e agli incendi del 2003, dopo il rovesciamento del regime di Saddam Hussein da parte degli americani. La Biblioteca subì la perdita del 25 per cento dei volumi e del 60 per cento degli archivi ottomani.

Ora bibliotecari e accademici, guidati da Mazin Ibrahim Ismail, direttore del dipartimento microfilm, sono al lavoro per preservare i documenti con un vasto progetto che parte dalla conservazione e giunge alla digitalizzazione, grazie a speciali illuminazioni utilizzate per fotografare senza danni i manoscritti più preziosi.

“Il lavoro iniziato prevede non solo salvataggio elettronico ma anche la restaurazione dei documenti” spiega Ismail e aggiuge che per ora si sta testando il processo su documenti del Ministero degli Interni del periodo 1939-1958.

“Una volta che il restauro di alcuni dei più antichi documenti di epoca ottomana, da 200 a 250 anni fa, sarà stato completato, inizieremo a fotografare su microfilm“, ha precisato. I file digitali che non saranno immediatamente visibili al pubblico, ma serviranno ad assicurare che i contenuti sopravvivano a qualsiasi minaccia futura.
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