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Ascoltare l’istinto o la ragione, cosa è meglio per non avere rimpianti?

Osare. Potrebbe essere la parola chiave che sintetizza i versi di George Gray, la poesia di Edgar Lee Masters (Garnett, 23 agosto 1868 – Melrose, 5 marzo 1950) contenuta nella raccolta Antologia di Spoon River nella quale l’autore racconta, in forma di epitaffio, la vita di ognuna delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense. L’epitaffio di George Gray, che anche nel  triste grigio del proprio cognome nasconde forse il simbolo dell’ignavia, è un invito allo slancio coraggioso verso l’avventura.  Se da una parte il forte richiamo della vita genera inquietudine e insostenibile attrazione, dall’altra la consapevolezza di un mare impetuoso aldilà della tranquillità del porto sicuro induce ad ammainare le vele per non essere scaraventati sugli scogli da un naufragio inevitabile. Ma l’indugiare toglie ogni gusto all’esistenza e per questo, dice il poeta, tanto vale rischiare la follia piuttosto che vivere nel rimpianto.

 

George Gray
di Edgar Lee Masters

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio —
una barca che anela al mare eppure lo teme.

 

I have studied many times
The marble which was chiseled for me
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire
It is a boat longing for the sea and yet afraid.



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