Andrea Pittorino è uno di quei volti che il pubblico italiano ha visto crescere, cambiare, attraversare epoche diverse della televisione fino ad arrivare a ruoli più complessi e disturbanti. Nato a Roma il 5 settembre 2002, ha iniziato a recitare quando era ancora un bambino, costruendo una carriera lunga e articolata che oggi trova una nuova centralità grazie alla miniserie A testa alta – Il coraggio di una donna con Sabrina Ferilli, uno degli ultimi successi di Canale 5. Qui interpreta un personaggio che segna un punto di svolta, per intensità e ambiguità, nel suo percorso artistico.
Nella serie Andrea Pittorino veste i panni di Alex Morrone, uno dei protagonisti della storia. Alex è il cattivo ragazzo per eccellenza, apparentemente il classico “bullo del liceo”, ma la narrazione si prende il tempo di scrostare la superficie e di mostrarne le crepe. Il contesto è quello di un liceo nei pressi di Roma, un microcosmo dove il potere, la violenza psicologica e il ricatto diventano strumenti quotidiani di controllo.
Chi è Andrea Pittorino: età, carriera in televisione e cinema
Alex Morrone inizia a ricattare la sua fidanzata con un video intimo nel momento in cui si rende conto che lei non risponde più ai suoi comandi. Parallelamente bullizza Rocco, il figlio della preside, e non risparmia nemmeno l’autorità scolastica, prendendo in giro la dirigente interpretata da Sabrina Ferilli. È una escalation che non nasce dal nulla, ma che si alimenta di un senso di impunità e di un bisogno costante di dominio sugli altri.

Il personaggio di Alex è reso ancora più inquietante dalla sua storia familiare. È il figlio del sindaco del paese, un uomo che appare tutto d’un pezzo, rispettabile e potente, ma che nel corso della serie si scoprirà essere un feroce assassino. L’eredità morale e psicologica di questa figura paterna pesa come un macigno, insinuandosi nei comportamenti del ragazzo e nel suo modo di concepire il rapporto con il potere e con la violenza.
A segnare definitivamente la traiettoria di Alex c’è anche la morte della madre, avvenuta un paio d’anni prima degli eventi narrati. Un lutto mai elaborato, che rappresenta un punto di rottura nella sua vita e che contribuisce a spiegare, senza giustificarle, le sue azioni. Andrea Pittorino riesce a restituire questo dolore sommerso, facendo emergere un personaggio che è allo stesso tempo carnefice e prodotto di un ambiente malato.

Questa prova attoriale si inserisce in una carriera iniziata prestissimo. Andrea Pittorino ha debuttato a soli quattro anni nella serie Un ciclone in famiglia, interpretando Ambrogino, uno dei nipotini della famiglia Fumagalli. Da lì in poi il suo volto è diventato familiare al pubblico televisivo, passando per la miniserie Mogli a pezzi e per il film tv So che ritornerai, dove era il figlio del personaggio interpretato da Manuela Arcuri.
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— Fiction Mediaset (@fictionmediaset) January 7, 2026
Negli anni successivi ha preso parte a numerose produzioni, tra cui Le segretarie del sesto e soprattutto Don Matteo, dove ha interpretato Agostino per più stagioni, crescendo letteralmente sotto gli occhi degli spettatori. A questi si aggiungono titoli come Il tredicesimo apostolo, Dov’è mia figlia?, Il restauratore, Le tre rose di Eva 3 e Squadra antimafia – Il ritorno del boss, fino a L’Aquila – Grandi speranze.
Parallelamente alla televisione, Pittorino ha costruito una solida esperienza al cinema. Ha recitato in film come Mai Stati Uniti, Incompresa, Amori elementari e La vita possibile. Un passaggio importante è stato anche Gli anni più belli, dove interpreta Paolo nella versione giovane, personaggio che da adulto ha il volto di Kim Rossi Stuart, fino al più recente Vangelo secondo Maria.
Con Alex Morrone, Andrea Pittorino dimostra di aver definitivamente superato l’etichetta di ex bambino prodigio. La sua interpretazione in A testa alta è disturbante, credibile, mai caricaturale, e contribuisce in modo decisivo alla forza della serie. È il segno di una maturità artistica raggiunta attraverso anni di lavoro costante, che oggi gli permette di affrontare personaggi complessi e scomodi, lasciando un segno profondo nello spettatore.


