Amore dopo amore

Evidentemente se al mondo ci sentiamo soli è perché in fondo lo siamo. O meglio, crediamo di esserlo perché, sempre all’affannosa ricerca di sperimentazioni e novità, ci distacchiamo da tutto ciò che riguarda la nostra persona. Ma c’è sempre la possibilità, un giorno, di guardarci allo specchio e arrivare a comprendere la necessità di una nuova fase, quella in cui ci dedichiamo finalmente a recuperare noi stessi. Questo l’invito del poeta caraibico di lingua inglese Derek Walcott (Castries, Saint Lucia, 1930), nella sua  “Amore dopo amore” tratta da “Mappa del nuovo mondo”, edito da Adelphi nel 1992. Considerato il più grande e importante poeta e drammaturgo delle Indie Occidentali, Walcott insegna dal 1981 scrittura creativa alla Brown University di Providence, negli USA. Sia in poesia sia in teatro si esprime con singolare vigore, attingendo alla tradizione letteraria inglese ma con apporti indigeni e spagnoli, creando uno stile assolutamente personale fatto di affascinanti commistioni etniche che lo rendono immune da qualsiasi etichetta.

 

Amore dopo amore

di Derek Walcott


Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

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e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

 

Love after love

The time will come
when, with elation
you will greet yourself arriving
at your own door, in your own mirror
and each will smile at the other’s welcome,

and say, sit here. Eat.
You will love again the stranger who was your self.
Give wine. Give bread. Give back your heart
to itself, to the stranger who has loved you

all your life, whom you ignored
for another, who knows you by heart.
Take down the love letters from the bookshelf,

the photographs, the desperate notes,
peel your own image from the mirror.
Sit. Feast on your life.