Giusy Versace: “Ballando nella vita. Si può fare, con un sorriso”


Giusy Versace ha raccontato sul Corriere della sera la sua esperienza a “Ballando con le Stelle”.  È stata, senza dubbio, l’edizione di Giusy Versace: lei, senza gambe, a danzare davanti a milioni persone ogni settimana, senza pensare a timori e incomprensioni. Ecco il suo racconto.

Lo ricordo bene quel giorno che Milly Carlucci mi chiese: “Vuoi ballare con noi?” Timore: come non averlo? Anche prima lo facevo poco, ma da quel giorno del 2005, quando mi amputarono per l’incidente sulla Salerno-Reggio Calabria, non lo avevo fatto più. Mica si va in discoteca se non si hanno le gambe, no? Ecco: no! Una cosa che mi ha insegnato  Ballando: in discoteca ci si va. Le paure sono quelle che ci facciamo noi. Come la prima volta che andai in spiaggia, dopo mesi e mesi. Grazie alle mie splendide amiche, tornai su quella di Scilla, nella bellezza della mia terra di Calabria. Protesi in vista e fa niente se c’era chi guardava. Anzi, meglio.

Ballando con le stelle, Giusy Versace perde la protesi ma non il sorriso

Vestito corto e protesi in bella vista, il ballo coraggioso di Giusy Versace



Mi torna in mente quando iniziai a correre. Mi sentivo dire: non ce la puoi fare, ti farai male, stai attenta che cadi. Anche che “sculettavo” troppo. Ma io l’ho fatto, ci ho provato lo stesso. Dovevo, anche per dimostrare a chi non ci credeva che si può fare. Ora, che ho vinto gare e vorrei andare alla Paralimpiade di Rio 2016, non riuscirei a stare senza correre, senza gli allenamenti con il mio grandissimo coach Andrea Giannini, senza il sudore e la fatica. Anche il dolore, perché le protesi fanno male. Lo sa bene il mio maestro e compagno a Ballando con le Stelle, Raimondo Todaro. Lui, come Andrea, è più che una guida, devo dirgli grazie per come mi ha “trasformata” non dico in una ballerina, ma almeno in una “donna che balla”. Capita che durante le prove ci dobbiamo fermare. Mi fanno male le gambe e la schiena. Ma poi si riprende, perché la vita è così. Lo è per tutti, amputati e no. Non si può e non ci si deve arrendere, anche davanti a situazioni che non vorremmo affrontare. E’ uno dei messaggi che mi piace cercare di dare anche con l’esperienza di Ballando.

 

Volete continuare a leggere? Cliccate qui