“Che svolta!”. Massimo Cannoletta, ecco cosa fa ora per vivere il supercampione de L’Eredità


Massimo Cannoletta è stato negli ultimi tempi uno degli assoluti protagonisti de L’Eredità, il quiz show condotto da Flavio Insinna. Ha vinto tanto e ha colpito tutti per la sua competenza e per la grande conoscenza di una serie infinita di argomenti che gli consentivano di rispondere correttamente alle domande della trasmissione. Ha lasciato dopo 51 puntate, un record assoluto. È entrato in gara nella puntata di domenica 1 novembre e da quel momento è stato mattatore assoluto del programma: ha giocato a 33 ghigliottine (21 il primato precedente), ha vinto in 8 occasioni (5 il record superato).

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha spiegato i motivi che lo hanno indotto ad abbandonare il programma: “Da un po’ di tempo cominciavo a pensare che sarei stato eliminato, ma non succedeva. Iniziava a mancarmi la concentrazione degli inizi e poi non è semplice partecipare a un gioco così in piena pandemia”, ha spiegato Cannoletta. (Continua dopo la foto)






“Sono stato quasi due mesi chiuso da solo in albergo, uscivo solo per registrare: alla lunga la situazione è diventata sfiancante – ha detto il supercampione de L’Eredità -. In effetti la sensazione era quella. E poi avevo anche paura di stancare il pubblico e temevo di poter nuocere a un programma che mi ha dato tantissimo rimanendo per troppo tempo: non volevo essere una zavorra”. (Continua dopo la foto)






Dopo varie ospitate in televisione, per Cannoletta è arrivata una proposta di lavoro che ha colto immediatamente. Infatti, ha iniziato una nuova esperienza collaborando con il settimanale Gente, su cui scrive un articolo a settimana per la sua rubrica “In viaggio con Massimo Cannoletta”. “Avrò l’opportunità di viaggiare con i lettori nell’arte e nella conoscenza – ha commentato – e nella bellezza che spesso si nasconde nel nostro sguardo e va cercata”. (Continua dopo la foto)



 

Da diversi anni Cannoletta fa il conferenziere e divulgatore in campo storico-artistico, lavoro che lo teneva spesso lontano dall’Italia. Ha compiuto due volte il giro del mondo a bordo di una nave da crociera, parla quattro lingue e in futuro vorrebbe imparare la lingua dei segni. Si definisce un accumulatore seriale di libri e riviste di storia, una passione che lo ha portato a realizzare una serie di podcast divulgativi dal titolo Massimo 20, contenuti che non superano, appunto, i 20 minuti di durata.

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