“Il momento più drammatico della mia carriera”. Enrico Papi, la confessione che nessuno si sarebbe mai aspettato


Ci siamo, sta per ripartire tutto. E con la riapertura del Paese prevista dalla Fase 2 del lockdown, sono ricominciati anche la maggior parte dei programmi di intrattenimento televisivo, che durante la quarantena avevano giustamente lasciato spazio all’informazione e al rispetto della sicurezza pubblica. È ricominciato anche Guess my age, il nuovo programma di Enrico Papi che va in onda su Tv 8.

Il conduttore, in un’intervista rilasciata al settimanale in Tv, ha raccontato com’è stato presentare in questi mesi senza pubblico in studio: “Il momento più drammatico di tutta la mia carriera è stato poche settimane fa: condurre la finale di Italia’s Got Talent con una platea immensa completamente vuota”. Papi ha dichiarato che mantenere il ritmo della conduzione è stato molto duro e che l’ha molto aiutato immaginare, come fossero davanti a sé, le centinaia di migliaia di spettatori che lo seguivano dagli schermi televisivi. (Continua a leggere dopo la foto)









Nell’intervista concessa al settimanale in Tv, Enrico Papi, conduttore di Guess my age su Tv 8, ha sottolineato l’importanza di risollevare l’umore del pubblico, soprattutto in momenti difficili come quello attraversato dal Paese a causa dell’epidemia di coronavirus. (Continua a leggere dopo la foto)






Ha detto: “Noi che facciamo intrattenimento svolgiamo un lavoro da privilegiati e abbiamo il compito di essere sempre dei giullari che fanno divertire le persone a casa”. Così Enrico Papi, noto al pubblico soprattutto per il suo format musicale di assoluto successo Sarabanda, è contento della sua professione di “giullare”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Solo qualche settimana fa Enrico Papi aveva svelato il segreto del suo successo di ascolti con Guess my age su Tv 8. Adesso, dall’alto della sua esperienza, nell’intervista su in Tv, il conduttore si è espresso polemicamente sulle modalità che ha scelto la televisione di raccontare i tempi del coronavirus.

E ancora: “Il pubblico merita di più di collegamenti precari con gente che parla dietro librerie assurde ma senza che si capisca”.

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