“Una grande perdita”. UnoMattina, Jo Squillo è visibilmente provata e scoppia a piangere. Poi svela il perché del suo dolore


Lacrime di commozione per Unomattina. Monica Setta ha intervistato Jo Squillo, ospite avuta in studio  in collegamento, come da consuetudine. Una carriera che è stata raccontata tappa dopo tappa, successo dopo successo. Ma non è mancato anche qualche dettaglio sulla vita personale di Jo, con particolare riferimento al rapporto speciale che a legava a suoi genitori. Una storia davanti alla quale non è stato possibile trattenere le lacrime.

“Scusami, anche se è passato un fanno, faccio fatica a vedere le foto e a parlare di loro”. Non riesce ancora a trattenere le lacrime, Jo Squillo porta ancora nel cuore il dolore di quella perdita. “Quella dei miei genitori è una bella storia, perché sono morti a distanza di poco tempo l’uno dall’altra, peraltro alla stessa ora, dopo sessant’anni di vita insieme”. La cantante necessita ancora di tempo per raccontare la storia dei suoi genitori accettando una realtà immodificabile. (Continua a leggere dopo la foto).






Setta spiega al pubblico: “Jo ha avuto una grande perdita”. E Jo: “E’ giusto che io ne parli, devo metabolizzare”, quindi Monica Setta ha dovuto spostare l’attenzione su altri argomenti, perché la scomparsa dei genitori è una ferita troppo aperta per la cantante. “Da ragazza ho sempre pensato che l’amicizia fosse più forte della politica” ha dichiarato successivamente Jo Squillo: “Sia io che mia sorella da ragazze cercavamo di mettere insieme fazioni politiche opposte. Oggi mi rendo conto che è ancora difficile che ci sia amicizia se c’è di mezzo la politica”. (Continua a leggere dopo la foto).






Non troppi mesi fa Jo Squillo è stata messa nel bel mezzo del  pettegolezzo che l’avrebbe vista contrapposta a Sabrina Salerno, ovvero tra le 10 donne che hanno affiancato Amadeus alla conduzione del Festival di Sanremo. Il suo celebre ‘Siamo donne’, poi diventato manifesto femminista, non è stato citato. E Jo lo ha fatto notare con fermezza ma anche con delicatezza, proprio come sempre accade quando a toccarsi sono temi a lei molto cari. (Continua a leggere dopo la foto).



“Mi meraviglio che Amadeus abbia iniziato il Festival senza ricordare quel brano o usarlo per raccontare la lotta per le donne. L’ho scritta 30 anni fa e da allora è considerata un inno alla femminilità. È ancora molto amata, l’ho subito pensata come una canzone femminista. Allora ero incazzata perché non davano spazio alle donne e ci trattavano male. Non è cambiato nulla”.

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