“Morirò sepolta, conservo tutto”. Ormai scomparsa dal piccolo schermo, riappare con una dichiarazione choc. “Sono un’accumulatrice seriale”. C’è da non crederci. Eppure è lei stessa a confessarlo


 

“Io conservo tutto, morirò sepolta”. Maria Teresa Ruta, arriva la confessione choc. La sua vita privata e soprattutto, la figlia Guenda Goria. “Sono un’accumulatrice seriale di cose affettive. Conservo tutto, morirò sepolta. Ho la foto del primo giorno dell’asilo, ho tutte le sue scarpe con le punte, e i tutù perché ha fatto 12 anni di danza classica, ho gli attestati di saggi col pianoforte perché si è diplomata Maestro di Conservatorio a 19 anni due mesi dopo la maturità classica. Io ho fatto fare a lei, purtroppo, tutto quello che sognavo di fare io. Sapendo che era figlia di personaggi noti volevo che fosse ben strutturata e lei mi ha seguito in tutto. L’ho fatto per lei ma ho sbagliato. A un certo punto della mia vita ho capito che stavo forzando molto, le ho detto di smettere tutto”. Lacrime e risate per il ritorno in televisione della presentatrice. A ruota libera nel programma Storie vere, parla anche la figlia. “Mia madre a volte ha anche troppa voglia di vita – dice Guenda – ma siamo legate sotto tanti punti di vista. Adesso condivideremo anche il palcoscenico. Appena ho pensato di fare la mia prima regia teatrale, come attrice protagonista ho pensato a lei”. (Continua a leggere dopo la foto)



Non la prima volta insieme, artisticamente parlando. Insieme col nome di Las Margaritas, nei locali di Umberto Smaila. “Dedicavamo uno speciale alle donne. Partivamo dalla Cinquetti con Non ho l’età e arrivavamo a Tina Turner. A quel punto Guenda si è distaccata da me e ha voluto fare l’attrice seria di teatro. Lei ora è in scena con cose tostissime, ha fatto anche La coscienza di Zeno. Dovrebbe essere stanca, invece al mattino mi tortura e mi fa fare le prove del nostro primo spettacolo”. (Continua a leggere dopo le foto)


 


 

Sul fronte privato, Maria Teresa Ruta riporta a galla un episodio, tremendo. Accaduto diversi anni fa. “Una volta ha attraversato la strada da sola perché voleva dimostrarmi di saperlo fare. Purtroppo è passata una macchina in quel momento, lei è volata in alto. Io sono rimasta impietrita, sentendo una mano sulla spalla. Ho visto, come in slow motion, lei che saliva, scendeva, l’autista disperato. Lei non si è fatta nulla e di lì ho detto che sono stata molto fortunata. Ho un forte debito verso la vita”.

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