“È un macello”. Domenica In, Christian De Sica attacca: parole che fanno breccia


Christian De Sica non è uno che le manda a dire. E pure stavolta è stato così. L’attore, davanti ai microfoni di Mara Venier, ha parlato del momento a 360°. Dei progetti futuri non lesinando stoccate al governo al punto che, più di qualcuno in rete, ha osservato un leggero imbarazzo da parte di Mara Venier.

Christian De Sica ha approfittato del collegamento a Domenica In, per lanciare un appello al governo italiano. Un appello a non dimenticare gli artisti e tutte le persone che lavorano nel mondo dello spettacolo. Persone ferme da circa due mesi a causa del Coronavirus e senza alcuna prospettiva concreta per il futuro. In questo periodo De Sica era atteso sul set di un nuovo film ma tutto è saltato a causa del Covid-19. Continua dopo la foto








“Mi sono fatto crescere la barba perché devo girare un film con Alessandro Siani. Le riprese dovevano iniziare ad aprile ma sono saltate. Spero si possa girare quest’estate. È un film di Natale, io ho il ruolo di Babbo Natale”, ha spiegato Christian De Sica a Mara Venier. Subito dopo l’appello del 69enne a Domenica In: “Invito il governo a pensare anche a noi gente del mondo dello spettacolo, se ci fermiamo è un macello. Speriamo che si possa riprendere il più presto possibile, oltre a noi ci sono tantissime persone che lavorano dietro le quinte”. Continua dopo la foto






Christian De Sica ha poi criticato il modo eccessivo in cui si parla di Covid-19 in tv: “Parlano troppe persone, non se capisce na mazza. Dovrebbe parlare una sola persona, il ministro della Sanità e farci capire che cosa succede. Non si capisce più niente, bisognerebbe fare un po’ di chiarezza perché la gente è in ansia, c’è confusione”. Parole nette in dei giorni tristi per il cinema italiano che ieri ha salutato per sempre Sergio Fantoni, uno dei grandi della scena italiana tra Cinecittà e Hollywood: attore di teatro, cinema e tv, regista e doppiatore. Continua dopo la foto



 


Aveva 89 anni. E’ scomparso ieri sera dopo una carriera di interprete durata mezzo secolo, che lo ha visto diretto al cinema dai più grandi registi, da Roberto Rossellini a Luchino Visconti fino a Blake Edwards, protagonista dei teleromanzi in bianco e nero della Rai, mattatore sui maggiori palcoscenici teatrali e infine doppiatore, prestando la sua voce, tra gli altri, a un memorabile Marlon Brando nei panni del colonnello Kurtz nel film “Apocalypse Now” (1979) di Francis Ford Coppola.

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