Sesso violento e selvaggio, nudi, topless. Scandalo: nessuno si sarebbe mai aspettato tanto da questa nuova serie. E volano i commenti: “È davvero troppo spinta”. La pensate così anche voi?


 

In genere questo è il periodo di fermarsi, riflettere e stilare classifiche. Ogni readazione che si rispetti crea liste su liste in onore della fine dell’anno: “i migliori film”, “i fatti più importanti”, “la migliore serie tv” e così via. Ed è per questo che in genere i produttori non fanno “uscire” nulla verso la fine dell’anno. E’ evidentemente troppo tardi per la stagione oramai a metà e anche troppo presto per la stagione ‘quasi al termine’. Eppure qualcosa è successo nel panorama internazionale delle serie tv. Netflix, da sempre in completo contrasto con le convenzioni del mondo occidentale, ha deciso di rivoluzionare ancora un po’ il già tanto travagliato mondo delle Series, producendo e distribuendone una il 16 di dicembre: follia? Parliamo di “The OA”: un telefilm di otto episodi creati da Alexandra Brittany Marling (che è anche l’attrice protagonista) e Zal Batmanglij, che hanno suscitato, in pochi giorni, un’accesa discussione: è la serie dell’anno o un prodotto confuso e a tratti noioso? Difficile dare una risposta definitiva a questa domanda, ma senza dubbio “The OA” è un’esperienza televisiva che va vissuta per trarre personalmente le proprie conclusioni. Anche perché, udite udite è tutt’altro che “sex free”. (Continua dopo la foto)



Dopo Westworld (su Sky), è arrivata un’altra serie tv dagli alti contenuti piccanti. The OA, su Netflix, è titolo destinato a diventare di culto per gli appassionati di fantascienza e che non disdegna puntate nell’eros. La storia di una ragazza cieca che riappare dopo essere scomparsa per 7 anni, avendo ritrovato misteriosamente la vista, è impreziosita dalle interpretazioni di due attrici brave e molto belle: Shannon Walsh e la spagnola Paz Vega, entrambe in scena in topless o completamente nude in appassionati amplessi.

(Continua dopo la foto e il video)


 

Il risultato è una trama scorrevole e semplice, ma allo stesso tempo misteriosa e che invoglia lo spettatore a proseguire anche senza la presenza di grandi colpi di scena. In alcuni momenti si ha quasi l’impressione di star assistendo ad una favola della buonanotte, ma i momenti più thriller della serie ci riportano bruscamente ad una realtà più crudele ed umana. Da sottolineare che il finale di questa prima stagione è pensato affinché possa essere auto-conclusivo nel caso in cui la serie non venga rinnovata ma, come accaduto con “Stranger Things”, lascia uno spiraglio aperto a nuovi possibili episodi.

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