Luca Argentero protagonista di ‘Doc’: la vera storia del dottor Pierdante Piccioni


L’esordio televisivo di Doc-Nelle tue mani, la fiction di Rai1 con Luca Argentero, è stato un vero successo. La sfida è stata disputata giovedì 26 marzo tra la fiction di Rai1 e “Quo Vado”, il film di Checco Zalone, andato in onda su Canale 5. Con i suoi 7 milioni di telespettatori, Luca Argentero, in Pierdante Piccioni, ha saputo conquistare e convincere il pubblico italiano, nonostante Zalone si sia difeso bene con i suoi 4.6 milioni di telespettatori.

Si intitola “Doc-Nelle tue mani”, la fiction di Rai1 che vede uno splendido Luca Argentero nei panni del dottore Pierdante Piccioni. La fiction è ispirata alla vera storia del medico che, in seguito ad un incidente stradale, ha perso 12 anni di memoria, quindi di ricordi. Il dottore è stato primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Codogno fino al 31 maggio 2013, giorno in cui è avvenuto il tragico incidente dalle conseguenze irreversibili. Ma quella di Pierdante è anche una storia di rinascita e di coraggio. Il risveglio di Pierdante Piccioni, avvenuto dopo un paio di ore di coma, è stato un miracolo; al contempo la storia del dottore, seppure nella tragedia, ha dell’incredibile e fa riflettere molto. (Continua a leggere dopo la foto).






Il dottore, infatti, ha rimosso dalla memoria 12 anni di vita; infatti era convinto fosse il 25 ottobre del 2001 e pensava di avere appena accompagnato i figli a scuola.
Grazie all’intervista rilasciata a Fanpage.it, il dottore Piccioni così racconta: “Quando mi hanno detto: “Vuoi vedere i tuoi figli?”, ho pensato: “Questi sono matti, fanno vedere a due bambini piccoli il papà col catetere?”. E poi sono entrati due giganti con la barba. Ho detto: “Si saranno sbagliati, saranno i figli di qualcun altro. Non sono i miei bambini”. Non è che io lo facessi apposta, ma non sapevo chi fossero. Temevo anche che i miei bambini fossero morti nell’incidente e non volessero dirmelo”. (Continua a leggere dopo le foto).








“Vivo di ricordi che mi restituiscono gli altri. Ma c’è anche un aneddoto simpatico. Durante la riabilitazione, per recuperare il mio curriculum, ho riletto più di 60 mila mail che avevo inviato. Tra l’altro non ricordavo nemmeno di avere un indirizzo di posta elettronica… E talvolta pensavo: “Ma chi è quell’imbecille che ha scritto queste cose?”. Ero io!”, ha dichiarato. E il percorso è stato tutt’altro che facile, sia sul lavoro sia in famiglia. “Con mia moglie, che fa la psicologa, è stata abbastanza dura. E anche con i ragazzi ritrovarsi non è stato semplice”. Le parole del dottore Piccioni sono messaggi di rinascita e di coraggio. (Continua a leggere dopo le foto).

Pierdante Piccioni collabora oggi con l’ospedale di Lodi dove ha il compito di trovare percorsi specifici per disabili e malati cronici: “Invece di andare in pensione per invalidità, ho chiesto e ottenuto di poter fare i test per tornare a fare il medico e li ho superati. Non mi importava essere il primario. Volevo stare in corsia con i mie pazienti”, Piccioni ha rinunciato al posto da Primario e ha spiegato tutto anche su Tv Sorrisi e Canzoni. Il dottore lascia la sua testimonianza anche su un libro di cui è autore. Con “Meno dodici”, Pierdante Piccioni lascia a tutti il ricordo di una speranza che non va mai persa del tutto.

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