“Scusate”. Lilli Gruber, succede durante la diretta di Otto e mezzo: il pensiero è andato subito lì


A Otto e mezzo si parla di coronavirus e Lilli Gruber trova il modo di scherzarci sopra. La puntata è quella di mercoledì 26 febbraio. Lilli Gruber era in studio con Beppe Severgnini e il virologo Fabrizio Pregliasco, presenza fissa in questi giorni un po’ ad ogni latitudine televisiva. Nei primi secondi del programma, Lilli Gruber spiega che, ancora una volta, si parlerà proprio di coronavirus.

Dunque, ecco che passa a presentare il virologo Pregliasco. E proprio in quel momento, la conduttrice viene interrotta da un colpo di tosse: “Ecco, è stato in onore suo”, ha commentato con ironia Lilli Gruber. Immediatamente il video si è diffuso in rete e l’ironia social si è moltiplicata a stemperare anche la situazione, e in certi casi la psicosi, che il Paese sta affrontando. Continua dopo la foto






Sulla situazione attuale si è espresso anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale i rappresentanti di Telethon per il 30esimo anniversario della Fondazione, in occasione della Giornata delle Malattie rare. “La conoscenza aiuta la responsabilità e costituisce un forte antidoto a paure irrazionali e immotivate che inducono a comportamenti senza ragione e senza beneficio, come avviene talvolta anche in questi giorni”. Continua dopo la foto






Poi riprende: “Di fronte alla comparsa di un nuovo insidioso virus si apprezza meglio il valore della scienza, la dedizione delle donne e degli uomini che portano avanti nuove ricerche, l’impegno sul campo di chi ne applica i risultati. Avere fiducia nella scienza non vuol dire avere fiducia di qualcosa di astratto. Vuol dire avere fiducia in noi stessi, nella nostra comunità”. Continua dopo la foto



 


E conclude: “In questo giorno dedicato alle malattie rare dobbiamo sentire il dovere di ringraziare chi sta operando con fatica, con sacrificio, con abnegazione per contrastare il pericolo di coronavirus: i medici, gli infermieri, il personale della Protezione civile, i ricercatori, le donne e gli uomini delle Forze Armate e di quelle di Polizia, tutti coloro che in qualche modo si trovano in prima linea. L’unità di intenti, e i principi di solidarietà – – prosegue Mattarella -, sono un grande patrimonio per la società, particolarmente in questi momenti delicati per la collettività. Costituiscono inoltre un dovere. Quando si perdono queste consapevolezze ci si indebolisce tutti”.

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