Dramma in diretta da Costanzo: il noto volto della televisione italiana racconta la sua tragedia personale. Pubblico ammutolito


 

Qualche tempo fa Maurizio Costanzo aveva ospitato sua madre. Domenica 6 novembre 2016 ha ospitato lei. E lei, davanti un pubblico che probabilmente voleva ”condannarla” per via del suo passato da truffatrice, ha confessato tutto. Una confessione straziante che ha lasciato un po’ tutti increduli e con poco altro da aggiungere. Dopo Wanna Marchi, Maurizio Costanzo ha invitato sua figlia, Stefania Nobile che ha raccontato senza filtri il suo grave problema di salute, l’artrite reumatoide, cioè lo stesso terribile male che affliggeva  Anna Marchesini, morta a soli 63 anni lo scorso 30 luglio. “Quando ho sentito della sua morte è stato per me un duro colpo perché mi è stata sbattuta in faccia ancora una volta la mia malattia. Non è facile, ma lotto” ha detto la figlia di Wanna Marchi. 

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Sul palco di Costanzo, la Nobile non era sola: insieme a lei sua madre che ha raccontato la sofferenza della figlia nel dettaglio. Ha raccontato tutto, anche di cosa ha passato mentre era in carcere:  “Stava malissimo, veniva spesso ricoverata per le trasfusioni. Pesava 41 chili eppure la ammanettavano alla barella, con quattro guardie intorno”.  E la Nobile ha aggiunto: “In carcere, se sei un caso mediatico, la tua patologia non vale niente”.

 

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“Faccio i conti con questa malattia da anni. Non è molto conosciuta ma, purtroppo, se n’è parlato molto di recente”, ha detto la Nobile in trasmissione. E per tutti si è riaperta la stessa ferita, quella della morte di Anna Marchesini. È proprio per colpa dell’artrite reumatoide che la Marchesini se ne è andata a 63 anni lo scorso 30 luglio. La Marchesini non aveva mai nascosto la sua malattia, anzi ne aveva mostrato i segni al pubblico. Ma di che cosa si tratta? Di un’infiammazione cronica e progressiva che colpisce per lo più le articolazioni delle mani, dei polsi, dei piedi, delle ginocchia e delle caviglie. Una rapida diagnosi è fondamentale ma una vera e propria cura per questa malattia ancora non esiste. In Italia ne soffrono circa 250-300 mila persone. Tutte intorno ai 55 anni. 

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