“Quella volta che ho rifiutato un ruolo gay…”. Dietro a quel ciuffo biondo e alla battuta sempre pronta si nascondo le tante esperienze che hanno segnato Cristiano Malgioglio


 

Nonostante i pregiudizi che ha dovuto subire Cristiano Malgioglio resta uno dei personaggi del mondo della musica e della televisione più rivoluzionari in senso assoluto. Dietro quel ciuffo biondo e quel sorriso ci sono le esperienza di vita che hanno segnato il carattere e la personalità del cantautore. Che ha parlato della sua carriera durante l’ultima ospitata a S’è fatta notte: “Ero avanti vent’anni più degli altri, quando mi vedevano si spaventavano tutti per il mio modo di scrivere. Quando arrivavo io nelle case discografiche mi chiudevano le porte. Il personaggio mio era molto colorato, c’erano questi tabù… Io però ce la dovevo fare, quando ho iniziato questa carriera avevo detto ‘io devo iniziare questo lavoro perché mi piace’. Ce la devo fare a qualsiasi costo’. Sono stato molto testardo nella mia vita, non mi sono mai arreso. Se dopo 40 anni Costanzo, che io amo tantissimo, mi ha invitato qui, significa che ancora resisto e ci sono…”.

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Eppure il cantautore ammette di avere un grande rimpianto, quello di aver rifiutato un ruolo cinematografico di rottura per non dare un dolore alla sua famiglia che, un tempo, non lo avrebbe capito: “L’unico dispiacere è di aver detto no a Fassbender per Querelle. Mi aveva proposto un ruolo da marinaio, era qualcosa di incredibile, i miei genitori si sarebbero suicidati. Dovevo interpretare la parte di un omosessuale il quale doveva fare certe cose… Un film bellissimo… Erano altri tempi. Mia madre si preoccupava al mattino che mi vedeva molto pallido perché io usavo sempre il fondotinta e la cipria. Non voleva che io facessi questo lavoro, voleva che io studiassi e facessi una famiglia. Non mi ha visto col ciuffo, altrimenti sarebbe morta prima”. Malgioglio ha anche ammesso, ironicamente, di aver stalkerizzato una grande della musica italiana e di avergli fatto conoscere il grande amore della sua vita: “Tutti i miei incontri nella vita sono importantissimi. Sono stato lo stalker di Fabrizio De Andrè, lui abitava vicino a casa mia. Fabrizio mi ha aiutato, mi ha portato a Milano e pagato il biglietto del treno, io facevo l’autostop da Genova a Milano. Ho conosciuto la moglie di Gino Paoli che aveva una casa editrice e così ho iniziato, Fabrizio mi ha abbandonato, ma io l’ho tormentato tutta la vita. Certo, gli ho presentato Dori Ghezzi che è mia sorella… Voleva conoscerla lui, io quella sera ero a casa di Dori… Lui si preoccupava, era molto carino. Era l’unico che aveva il coraggio di portarmi in giro. Lui era moderno e avanti anni luce. Diceva che Dori assomigliava a Brigitte Bardot… Da quella sera non si sono più lasciati. Mi dispiace per la moglie di Fabrizio, ma è successo… L’amore è fatto di colpi di fulmine”.

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Malgioglio ha ripercorso le tante censure che hanno dovuto subire i suoi testi: “Io ho sofferto molto perché non capivano i miei testi, allora si parlava solo di sole e mare, mentre io quando scrivo sono molto sensuale: l’amore è bello perché dev’essere forte. L’importante è finire l’avevano censurata all’inizio, non so perché. Molti brani sono stati censurati, come Libera senza complessi, Scandalo cantata da me.. Adesso non mi censurano più, certo ho perso anche la voglia di scrivere perché sono sempre meno i miei artisti, Mina, Ornella Vanoni, Patty Pravo… Ormai c’abbiamo bravi cantanti, ma si sono create delle nicchie, scrivono tra di loro cose molto belle. Secondo me tra 10-20 anni non si ricorderanno più di loro”. Infine ammette di essere rammaricato per non essere stato chiamato da Mina e Celentano per il loro nuovo album: “Il nuovo disco di Mina e Celentano è bello perché sembra un disco per l’estate, non c’è questa modernità, loro sono meravigliosi. E’ bello perché rispecchia le melodie di ieri. Oggi tutti scopiazzano. Mi dispiace che in questo disco non ci sono io, amen. Mi sarebbe piaciuto”.

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