“Finiscila”. Sanremo, non c’è pace per Diletta Leotta: critiche feroci (ma anche tanti applausi)


Diletta Leotta ancora nella bufera. Dopo le frasi della serata d’esordio, prese di mira da Francesca Barra (tra le altre) e in difesa delle quali era dovuta scendere mamma Ofelia, Diletta Leotta ha fatto arrabbiare una parte dei telespettatori. Niente da dire sulla sua bellezza, sopra le righe, e le sue capacità di adattamento a un palco notoriamente difficile come quello dell’Ariston ma la sua esibizione di commiato ha lasciato più di qualche perplessità.

Sulle note di una nota canzone del rapper Eminem, Diletta Leotta canta “Ciuri ciuri”. Un accostamento che ha però scatenato le critiche del pubblico, soprattutto per le qualità canore non proprio perfette della conduttrice. E sul web decine di commenti sull’esibizione”. Continua dopo la foto








“Poi ci chiediamo perché eminem non venga in Italia”, scrive qualcuno, e ancora “Cara #dilettaleotta questa performance te la potevi pure risparmiare”, “Ma cos’è sta ca*ata della Leotta?Cosa c’entra la musica di Eminem…?! Dopo questa esibizione orribile possiamo anche andare a dormire”. Insomma, non ha conquistato il pubblico questa nuova esibizione di Diletta Leotta. Continua dopo la foto






Tornando al monologo della prima serata, per a madre di Diletta Leotta è stata una delusione assistere all’attacco della stampa, soprattutto del mondo femminile del giornalismo e dello spettacolo. “Invece di essere solidali, di rafforzare insieme il nostro diritto a non essere solo belle”, continua nel post su Instagram, “ma a guardare oltre, a valori più profondi basati sulla famiglia e sulla realizzazione professionale. Invece di combattere e unirci tutte insieme per dare a noi donne voce, il diritto di andare a testa alta, di essere forti”. Continua dopo la foto



 


Monica Leoffreddi, citata dalla madre della valletta come una delle odiatrici che l’hanno presa di mira, ha deciso di rispondere fra i commenti. “Il tweet che ho scritto dopo il monologo di Diletta non era offensivo, era semplicemente espressione di un dissenso nel veder rappresentare la bellezza come valore e come qualcosa che capita”, spiega. “Tacciare ogni dissenso con l’etichetta di invidia non aiuta”,

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