Sanremo 2020, Giordana Angi nei panni di Mia Martini: il ‘dettaglio’ che non sfugge


Grande puntata quella di ieri sera al Festival di sanremo 2020. Infatti la terza serata del Festival è stata dedicata alle cover e ogni artista ha avuto modo di esibirsi aggiungendo qualcosa in più anche di se stesso. È questo il caso di Giordana Angi. Un’esibizione da brividi quella di Giordana, che è riuscita a portare sul palco il ricordo di Mia Martini in “La nevicata del ‘56”, brano che la Martini portò al Festival nel 1990. Ma non è la prima vota che Giordana ridona voce alla grande Martini. È accaduto anche durante la scorsa edizione di Amici. Gli applausi e l’emozione non si sono contenuti.

“Alla Bertè voglio un bene immenso, la riempio di baci, lei di regali. È molto affettuosa. Mi ha donato degli orecchini a forma di luna perché la luna, dice, è sua sorella e io gliela ricordo. E in effetti abbiamo un rapporto da sorelle”. Mia Martini è nel cuore di tutti, soprattutto in quello di Giordana e della sorella di Mia, Loredana Bertè, che ha continuato a dare la sua ‘benedizione’ alle interpretazioni della Angi. Con “La Nevicata del 56” del Sanremo 1990 Mia Martini si aggiudicò per la terza volta il premio della critica. Giordana Angi ha reso onore a quel traguardo e a quelle emozioni. Per molti è stato come rivedere Mia Martini viva, in carne e ossa. (Continua dopo le foto).














Infatti Giordana Angi ha curato tutto nel minimo dettaglio, persino per quanto riguarda il look. Ha raggiunto il palco dell’Ariston con un completo blu e bianco molto molto simile a quello presentato dalla Martini a Sanremo 1992 quando cantò la bellissima “Gli uomini non cambiano”. E anche quella volta rappresentò per la Martini una grande occasione: il suo nome arrivò secondo nella classifica finale del 42º Festival di Sanremo. Il brano di Mia Martini fu intenso allora e anche oggi non perde di importanza. La canzone rievoca il passato, facendo riferimento esplicito all’ondata di freddo che colpì Roma e tutta l’Italia sul finire degli Anni Cinquanta. Una nevicata pesante che interessò l’Italia, quella del ’56: il riferimento della Martini fu profondamente simbolico. (Continua dopo la foto).



Dal testo del brano si estrapola il momento musicale che allora, come adesso, imprime emozioni indelebili: “La nevicata del ’56/Roma era tutta candida/Tutta pulita e lucida/Tu mi dici di sì/L’hai più vista così?/Che tempi quelli”. Il pubblico non ha potuto trattenere l’emozione durante l’esibizione di successo che Giordana Angi ha saputo regalare a tutti. Il teatro dell’Ariston è stato catapultato repentinamente nel ricordo di una grande donna e di una grande artista, che ha vissuto pienamente la sofferenza e la rinascita, quali momenti profondamente importanti e formativi durante l’esistenza umana. Arrangiata da Peppe Vessicchio che ne ha suonato anche le tastiere, la canzone usa la nevicata per rievocare tempi passati e ricordi di un trascorso felice. (Continua dopo le foto).

L’intento di Mia Martini come quello proposto dalla Angi è quello di rimembrare la semplicità di tempi storici e sociali più ‘puliti’, in un’Italia invasa ancora da poche automobili e caratterizzata proprio per questo da suoni più naturali. Nell’Italia del ’56, le canzoni si ascoltavano  alla radio e le partite si seguivano allo stadio. Anni in cui il sogno di quella bambina, protagonista del brano, era solo quello di indossare un giorno quello stesso vestito da sera portato dalla madre fatto da tremila sottane. In qualche modo Giordana Angi ha lanciato il suo pubblico messaggio: riscopriamo insieme quella magia incontaminata, la sola che guida la vita e che non fa mai perdere la strada di ‘casa’.

Georgina Rodriguez illumina Sanremo, ma il dettaglio non sfugge. E la voce già corre

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it