Achille Lauro, ecco perché il look di Sanremo è ispirato a San Francesco


“Ho deciso di osare, di azzardare, qualcuno potrà dire che sono pazzo: sono disposto a correre il rischio, certo che chi non comprenderà avrà comunque il mio rispetto. Per tutto il resto: ‘Me ne frego'”. Lo aveva annunciato ed è stato di parola. Achille Lauro, in gara al settantesimo festival di Sanremo, ha messo in scena una vera e propria rappresentazione teatrale con la collaborazione di uno dei designer più apprezzati nel mondo, Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci.

È entrato sul palco dell’Ariston interamente coperto da un mantello nero damascato, ma – ad un certo punto della sua esibizione – l’ha tolto restando sul palco unicamente con una tutina aderente completamente ricoperta di strass dorati. Achille Lauro sorprende così la platea, strappando un lungo applauso del pubblico. (Continua a leggere dopo la foto)









L’istrionico artista romano è apparso allinearsi perfettamente anche nel look con il brano che porta in gara al festival di Sanremo, che si intitola ‘Me ne frego’. In realtà, sul palco dell’Ariston Achille Lauro ha interpretato la celebre scena attribuita a Giotto in una delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi. (Continua a leggere dopo la foto)






Il momento più rivoluzionario della sua storia, in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per votare la sua vita alla religione e alla solidarietà. Per la sua seconda volta al Festival di Sanremo, Lauro, da sempre grande performer e appassionato del mondo visual, porta sul palco una vera e propria rappresentazione teatrale, con la collaborazione di uno dei designer più apprezzati nel mondo, Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Il quadro rappresentato nasce da una ricerca che Lauro e il suo team creativo hanno sviluppato nei mesi precedenti, e al Festival ha trovato il suo sbocco naturale con Gucci che da subito ha voluto sposare il progetto. Lauro ha scelto di rappresentare la figura del Santo in una delle sue rappresentazioni iconografiche più note, quella di Giotto, per omaggiare la figura di un uomo “così iconico, che ancora oggi porta con sé il valore inestimabile di un messaggio universale”.

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