“Cosa dovevo fare”. Adriana Volpe, al GF Vip sgancia la bomba sulla Rai (che ora trema)


Nella Casa del ‘Grande Fratello Vip’ la concorrente Adriana Volpe è voluta tornare su un argomento molto importante e delicato, che riguarda la Rai. La conduttrice televisiva si è soffermata sull’esistenza fino al 2011 di una clausola sui contratti che anche lei firmò. Questa clausola faceva riferimento alla gravidanza e permetteva la rescissione della collaborazione, senza avere la possibilità di chiedere qualcosa in cambio. Questa clausola fu eliminata successivamente.

Queste le dichiarazioni della Volpe: “Molte volte anche sul lavoro non ti aiutano a diventare madre. Mia figlia è nata nel 2011 (solo nel 2012 le cose sono cambiate) e io fino a quel momento ho sempre firmato un contratto in cui c’era scritto ‘in caso di gravidanza l’artista deve dare immediata comunicazione all’azienda e l’azienda può rescindere il contratto, nulla sarà dato e nulla sarà dovuto'”. E poi ha rivelato altro. (Continua dopo la foto)









Adriana ha cercato in tutti i modi di far cancellare la clausola, ma invano: “Ho capito che quando ti trovi davanti ad un muro di gomma l’unico modo per far cambiare le cose è far parlare i giornali”. Questa ‘clausola gravidanza’ divenne di dominio pubblico nel febbraio del 2012, quando un gruppo di giornalisti precari inviò una lettera al direttore generale dell’epoca della Rai, Lorenza Lei. Nella missiva si richiedeva l’eliminazione della stessa, presente al punto 10 del contratto di consulenza. (Continua dopo la foto)








Questo contratto era proposto ai consulenti esterni e nello stesso articolo il restare incinta era uguale ad “una malattia, un infortunio, una causa di forza maggiore o altre cause di impedimento insorte durante l’esecuzione del contratto”. Inevitabilmente scoppiarono numerose polemiche, anche se la Rai smentì categoricamente la notizia. Ecco cosa scrisse all’epoca la rete pubblica italiana. (Continua dopo la foto)

“Onde evitare inutili strumentalizzazioni ad ulteriore testimonianza che la clausola in contestazione non ha rilievo che le viene attribuito, la direzione generale non ha alcuna difficoltà a toglierla dai contratti per una diversa formulazione che non urti suscettibilità fatta salva la normativa vigente che non è nella disponibilità della Rai poter cambiare. Nessun contratto è stato mai risolto a causa di una gravidanza. La Rai ha sempre favorito le collaboratrici in gravidanza, evitando di risolvere i contratti e penalizzarle economicamente”.

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