“No!”. Porta in faccia a Alfonso Signorini, il Grande Fratello Vip perde già i pezzi


Un ‘no’ inaspettato dopo le indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi. Marca Carta non parteciperà alla quarta edizione del Grande Fratello Vip targato Alfonso Signorini. È stato lo stesso artista sardo a chiarirlo su Instagram, durante un ask con i follower. Carta ha ammesso che non è la prima volta che gli arriva una proposta del genere ma fino ad oggi ha preferito sempre declinare. Del resto un programma del genere nella carriera di Marco c’è già: nel 2016 il giovane ha partecipato all’Isola dei Famosi insieme a Simona Ventura, Paola Caruso, Mercedesz Henger, Jonas Berami e tanti altri.

“Non è vero che sarò al Grande Fratello Vip. Mi è stato chiesto più e più volte negli anni e anche quest’anno ma ho sempre rifiutato”, ha chiarito Marco Carta su Instagram. Il 33enne preferisce dedicarsi ad altri progetti dopo la tanto chiacchierata assoluzione arrivata qualche settimana fa. Marco sta già lavorando al suo nuovo album, che potrebbe uscire tra il 2020 e il 2021. Continua dopo la foto









Intanto nei giorni scorsi Il pm Nicola Rossato come preannunciato ha depositato ricorso in appello contro l’assoluzione del cantante Marco Carta dall’accusa di tentato furto di 6 magliette alla Rinascente di Milano. Per la Procura, che in 28 pagine smonta la sentenza di fine ottobre, il 34enne va condannato a 8 mesi perché contribuì al furto commesso con un’amica rimuovendo “le placchette antitaccheggio” e nascondendole “nel bagno”. Per il pm il giudice è stato “molto indulgente” nel credere al cantante, malgrado le dichiarazioni di un “teste oculare“. Continua dopo la foto






Il pm nel ricorso spiega di aver già dato conto nel primo grado, davanti al giudice Stefano Caramellino, “di quante volte gli imputati hanno mentito” nell’interrogatorio di convalida (il giudice non convalidò l’arresto di Carta, ma poi la Cassazione di recente gli ha dato torto) anche sulla base della “visione dei filmati di videosorveglianza” Malgrado ciò, si legge nel ricorso, il giudice ha ritenuto di “dare la prevalenza nella ricostruzione degli eventi al narrato degli arrestati (Fabiana Muscas si è assunta le responsabilità e per lei è stata decisa la messa alla prova, ndr)”, “rispetto a quello del teste oculare”. Continua dopo la foto



 


E ciò anche se “la genuinità delle relative dichiarazioni” dei due “è ovviamente inficiata dal rapporto di amicizia e dalla preoccupazione della Muscas” per “le conseguenze mediatiche della vicenda che potrebbero derivare a Carta”. Carta, spiega ancora il pm, “nega il proprio coinvolgimento, ma non riesce a spiegare quando e in che modo la Muscas avrebbe preso i capi di abbigliamento da lui indossati nel camerino”, ossia le 6 magliette del valore di 1.200 euro. Per la Procura, che punta a smontare nel dettaglio tutti i passaggi delle motivazioni del verdetto, “l’intero percorso motivazionale” del giudice “parte dall’assunto che” il teste oculare, ossia l’addetto alla vigilanza della Rinascente, “non sia credibile e tutti gli elementi probatori a disposizione” sono stati “vagliati secondo tale prospettiva”.

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