Giornalismo in lutto, addio al volto Rai: “Piangiamo la scomparsa di un vero amico”


È scomparso al termine di una breve malattia il direttore delle sede Rai di Perugia e Firenze Andrea Jengo. Cordoglio è stato espresso dal caporedattore della sede umbra Giancarlo Trapanese sul suo profilo Facebook. Jengo era nato a Roma il 24 maggio 1954 ma risiedeva ad Assisi dal 1979.

Dopo un periodo di impegno sindacale nell’amministrazione penitenziaria era entrato come funzionario in Rai ricoprendo incarichi di prestigio. Era stato direttore della sede Rai di Ancona e poi da 13 anni di quella di Perugia. Da nove guidava contemporaneamente anche la sede Rai di Firenze, oltre a quella del capoluogo umbro. I funerali si terranno il 14 novembre ad Assisi dove risiedeva. (Continua a leggere dopo la foto)









Nato a Roma il 24 maggio, il giornalista, dopo un periodo di impegno sindacale nell’ amministrazione penitenziaria era entrato come funzionario in Rai ricoprendo incarichi di prestigio. Era stato direttore della sede Rai di Ancona e poi da 13 anni di quella di Perugia. Da nove guidava contemporaneamente anche la sede Rai di Firenze, oltre a quella del capoluogo umbro. (Continua a leggere dopo la foto)






A dare la notizia della scomparsa è stata l’Associazione stampa della Toscana il cui presidente Sandro Bennucci e organismi dirigenti esprimono alla moglie Emilia, alla figlia Alessandra, ai colleghi e ai dipendenti Rai della Toscana sentite condoglianze, partecipando al loro dolore. Messaggi di cordoglio anche dalle istituzioni: La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, “esprime profondo cordoglio per la improvvisa scomparsa di Andrea Jengo”. (Continua a leggere dopo la foto)



 

Luciano Bacchetta, presidente della Provincia di Perugia, parla di una “Una notizia che lascia sgomenti. Jengo era un mio carissimo amico e già so che mi mancherà. Mi unisco a quel senso di impotenza di fronte a una morte prematura che lascia un grande vuoto in chi ha avuto l’onore e il piacere di conoscerlo”, il messaggio.

 

“A cena insieme”. Pago, ci sono le foto. E ora tutti aspettano notizie (e incrociano le dita)

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