“La mia paura”. Sottoposta a una visita cardiologica Maria De Filippi si confessa


Chiusa l’esperienza di Amici Celebrities, con il timone lasciato nelle mani di Michelle Hunziker, Maria De Filippi è tornata alla guida di Tu si que vales, facendo subito il botto. La popolare conduttrice infatti ha vinto all’esordio la gara degli ascolti contro Ulisse – il piacere della scoperta, il programma di Alberto Angela che nelle settimane precedenti aveva battuto Maria.

Maria De Filippi che, come Barbara D’Urso, si conferma una delle stelle di Mediaset, personaggio di cui è impossibile fare a meno. Ma nonostante i suoi impegni televisivi come questo, Uomini e Donne e Amici Celebrities, è riuscita anche a trovare il tempo per partecipare alla manifestazione benefica Tennis and Friends (evento che promuove la prevenzione gratuita). E in questa occasione è stata raggiunta dal magazine Vero con cui ha fatto una bella chiacchierata. Continua dopo la foto









“Queste giornate sono fondamentali perché aiutano le persone nella prevenzione, è una educazione alla prevenzione. Lo sport, inteso come stile di vita, e la prevenzione consentono di allungare la vita. Non bisogna aver paura di farsi visitare. Sarebbe bello che ci fossero tutte le strutture sanitarie di Roma, non solo alcune e sarebbe bello che quello che sta succedendo oggi diventi la norma”, ha commentato Maria De Filippi. Continua dopo la foto






Che poi continua: “Aspettare 12 mesi per un’ecografia è un problema per tutti. Se non ti puoi permettere un’ecografia privatamente devi aspettare tanto. Stamattina sono andata dal cardiologo, avevo paura come tutti quelli che vanno a fare la visita, poi la vinci la paura. Mentre il medico ti visita ti domandi cosa starà pensando. Se ti dice che va tutto bene sei contenta, se ti dice che qualcosa non va meglio saperlo prima, questo è il senso”. Continua dopo la foto



 


In merito alla prevenzione per i giovani, De Filippi ha specificato: “Mi hanno detto che sta aumentando l’obesità nei ragazzi e dicono che sia collegata alla dipendenza dal web. I giovani vivono il web quotidianamente, l’importante è che facciano almeno un’ora di sport al giorno. Si tratta di organizzarsi. In queste occasioni se il testimonial delle buone pratiche è giovane viene ascoltato dai ragazzi, se invece ha un’età più avanzata lo vivono come un sermone e funziona meno”.

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