“La zia Mara ha una sorpresa per te!”. Amadeus in lacrime a Domenica In: tutta colpa di una (meravigliosa


Questa sì che è una grande sorpresa. Ma probabilmente la reazione che ha avuto il noto conduttore televisivo Amadeus l’avrebbero avuta tutti gli interisti. José Mourinho è ancora nella testa e nel cuore dei tifosi dell’Inter dopo la storica stagione del Triplete. Il futuro conduttore di Sanremo, di fede interista, ha ricevuto una sorpresa durante la trasmissione su Rai 1 Domenica In. In presenza di suo figlio José, chiamato così in onore del tecnico portoghese dopo averlo incontrato in aereo quando firmò per il club nerazzurro, è arrivato un videomessaggio proprio di Mourinho: “Non ci posso credere che hai messo il mio nome come omaggio a tuo figlio.

È un orgoglio per me, ti auguro tanta felicità”. Arrivano poi anche due parole per il piccolo José, che attualmente gioca nelle giovanili dell’Inter: “Ti auguro che tu possa arrivare a coronare il tuo sogno. Spero che riuscirai a difendere la porta più grande del mondo e della prima squadra. Un abbraccio grande”. José, infatti, il figlio di Amadeus, gioca a calcio e nel ruolo di portiere. Continua a leggere dopo la foto






Anche lui, come il padre, è un tifoso interista e sogna ovviamente di vestire un sogno la maglia nerazzurra. Ospite di Domenica In su Rai 1, Amadeus, conduttore (dirigerà il prossimo Festival di Sanremo) e noto tifoso dell‘Inter, ha raccontato i momenti difficili della sua carriera, che poi gli ha riservato rivincite e gioie. Di sicuro, soddisfazioni gliene ha regalate anche l’Inter. Continua a leggere dopo il video e la foto






Nel 2010, Amadeus fu uno dei tifosi più entusiasti in assoluto per il Triplete. Zia Mara è la prima a raccogliere qualche anticipazione sull’edizione numero 70 del Festival della Canzone Italiana, direttamente da quello che sarà il suo ideatore e che racconta il momento in cui, inaspettatamente, quest’estate gli è arrivata la grande notizia, mentre era in vacanza. Continua a leggere dopo le foto



 


“Amo la Spagna, mia figlia vive in Spagna, e in quei giorni ero a Madrid con magliettina e infradito ed ero su una barchetta a remi in un parco. Avevo cellulare spento da tre giorni, l’ho acceso sulla barchetta: ho trovato tantissime telefonate, compresa quella del direttore generale e io ho pensato ‘o mi licenziano o c’è qualcosa d’importante che bolle in pentola’. Ho richiamato Roma e lì, su quella barchetta, ho saputo”.

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