Voce pesante a La7, Massimo Giletti adesso dice basta. Cosa sta succedendo


Massimo Giletti è una abituato a far parlare di sé e pure stavolta non è stato da meno. Tra qualche battuta e un po’ di tensione le voci di un ritorno del conduttore di ‘non è l’Arena’ a viale Mazzini sono tornate a circolare anzi, c’è chi lo dà già per certo. Una rivoluzione che si spalmerà su 10-12 mesi, una serie di cambi e avvicendamenti di matrice “sovranista” di cui Repubblica dà alcune, importantissime, anticipazioni.

La tv di Stato guidata da Marcello Foa e Fabrizio Salvini, non è certo un mistero, vuole riportare “a casa” Massimo Giletti, oggi impegnato a La7 con Non è l’Arena. La novità, semmai, sta nel fatto che il ritorno di Giletti a questo punto sarebbe imminente (e lui è ben felice pare): fissato per subito dopo le elezioni Europee di maggio, a fine stagione dunque. Dopo i due anni di esilio in polemica con la dirigenza renziana, il conduttore potrebbe tornare in Rai e salutare Urbano Cairo. Continua dopo la foto



Secondo Repubblica il progetto è già in fase avanzata, “tant’è che il conduttore è stato visto ai piani alti di Viale Mazzini, dove ha l’ufficio proprio la direttrice di Rai 1”, Teresa De Santis. Da par suo, il conduttore smentisce: “Sono stato in banca, non ho visto nessuno”. Ne è sicuro, chiede la giornalista di Repubblica? Emblematica la risposta: “Io alle donne non dico mai la verità”. Parole che hanno suscitato un pizzico di fastidio. Minore di quello che Massimo Giletti ha sopportato durante l’ultima puntata di ‘Non è l’arena’ ha dovuto sedare non poco gli animi. Continua dopo la foto


Nel corso del programma infatti si è parlato anche di legittima difesa e il clima si è incendiato tra Vittorio Sgarbi e Antonio Pennacchi. “Se adesso mi alzo e vado a prendere Pennacchi per il collo…”, ha detto il critico d’arte in studio alzandosi verso lo scrittore. Pennacchi si è alzato a sua volta. “Hai reagito”, ha fatto notare Giletti. “Sono mezzo incivile anche io”, ha provato a giustificarsi lo scrittore. “Ma non ti ammazzo”. Per Sgarbi però si tratta di “spontanea difesa”. Continua dopo la foto


 


“Non si può parlare di eccesso o difetto quando tu non hai la capacità di controllare la tua spontanea difesa”, ha detto il critico d’arte. Per “dimostrare” la sua tesi si è avvicinato di nuovo a Pennacchi, prendendolo per il bavero della giacca. A questo punto la reazione dello scrittore è stata piuttosto stizzite: “Vaffanc…, va!”, ha detto a microfoni accesi sotto lo sguardo attento dei telespettatori. “Leva queste mani che ti do un cazzotto in bocca”. E ancora: “Sgarbi, non mi far girare i coglioni perché ti do un cazzotto in bocca”

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