Colpo grosso per Paolo Bonolis, un vero terremoto per la tv italiana. E qualcuno piangerà sul serio…


 

“Il filo conduttore del mio Sanremo sarà il pop. Il nostro intento è mettere tutta la famiglia davanti al televisore, come fa Sanremo da 66 anni. La tv intellettuale non saprei farla. Uno che fa il centrocampista non può giocare da attaccante e chi fa il portiere non fa il terzino. Cerco di fare al meglio quello che è il mio mestiere: il conduttore d’intrattenimento”. Carlo Conti, sul numero di Chi in edicola da mercoledì 3 febbraio, presenta il suo Festival.

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Si spende in giudizi su tutto e tutti, partendo dall’imitatrice Virginia Raffaele, presente all’Ariston: “Deve incuriosire, l’ho chiamata per questo – spiega -. La sua ironia spiazzante potrà spezzare la liturgia del Festival”.

Grande ritorno, dopo otto anni, del Dopofestival. “Abbiamo risparmiato da una parte per avere i soldi da destinare al Dopofestival. Ci tenevo molto e anche il direttore di Raiuno, Giancarlo Leone, mi ha aiutato. E poi, per la conduzione abbiamo utilizzato risorse interne, come Nicola Savino e la Gialappa’s”.

E sul possibile ritorno di Paolo Bonolis in Rai, il conduttore di Sanremo dice: “Più giocatori forti ha una squadra e meglio è”. Anche a Sanremo, di cui Conti sarà direttore artistico per contratto anche l’anno prossimo? “Certo, bisogna vedere se Paolo mi vorrebbe! Ma tra noi c’è molta stima, si potrebbe fidare o si potrebbe fare insieme”. Che sia un assist per il presentatore? Non è dato sapere, ma Mediaset dovrebbe iniziare a preoccuparsi.

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