La verità sulle condizioni di Lamberto Sposini raccontata dalla sua ex compagna: i danni subiti per via dell’emorragia cerebrale, il ritardo nei soccorsi e la reazione della loro figlia Matilde


 

Quattro anni fa un’emorragia cerebrale colpì Lamberto Sposini. Oggi è la sua ex compagna, Sabina Donadio, a ripercorrere quei momenti drammatici nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair. Le condizioni del giornalista sembravano disperate: ”Se si è salvato è solo grazie al professor Maira – spiega la Donadio -, uno dei migliori neurochirurghi d’Italia, che da Firenze rientrò di corsa a Roma e lo operò al Gemelli. Diverse ore dopo l’emorragia, purtroppo: un ritardo imperdonabile che è agli atti nella nostra causa di risarcimento contro la Rai, perché ha procurato gravi danni”.

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Dopo il malore, la preoccupazione di come avrebbe reagito alla notizia la figlia Matilde. Sulle prime la Donadio, per proteggerla, aveva evitato di metterla al corrente, ma la bambina era comunque venuta a saperlo dai compagni di scuola: ”Avevo fatto lo sbaglio di non dirle subito che cosa era successo – prosegue la ex di Sposini nell’intervista – . Sono sempre stata una donna insicura e mi era preso il panico: non mi sentivo in grado di gestire nostra figlia da sola. L’avevo tenuta a casa tre giorni e, la mattina in cui era tornata in classe, tutti, preside, professori e allievi, erano stati avvisati del fatto che non era al corrente delle condizioni del padre. Ma il giorno stesso, quando andai a prenderla, la sua migliore amica mi disse che nell’intervallo i bambini di un’altra classe le avevano fatto il coretto: ‘Tuo padre è in coma, tuo padre è in coma’”. Quindi ha dovuto affrontare l’argomento con la figlia, ma non nel modo in cui si aspettava: ”Lei mi chiese: ‘Che cosa vuol dire coma? Che papà non si risveglia più? Che muore?’. Come risponde, una madre? Ovviamente cercai di tranquillizzarla, le dissi che sarebbe andato tutto bene. Oggi – continua la Donadio – mi rendo conto che la mia fu incoscienza, la speranza folle di restituire a mia figlia suo padre. E a chi si trova a vivere quello che abbiamo vissuto noi voglio dire che il cammino è difficile, molto più difficile di quanto allora pensassi, ma che alla fine Lamberto si è svegliato davvero, anche se oggi è quello che io chiamo un papà ammaccato”.

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Quindi la Donadio passa a parlare dello stato di salute attuale di Sposini: ”Lamberto è lucidissimo, ma non parla. Un grumo di sangue del diametro di sette centimetri ha premuto quattro ore sull’area del linguaggio. Conseguenza: lui capisce tutto ed è in grado di legare, nella sua testa, il significato alla parola, però la parola non esce. Né a voce, dalla bocca viene fuori solo un suono, né in scrittura. Tecnicamente si chiama afasia. Fortunatamente ha una mimica facciale notevole: con gli occhi esprime tutto”.

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