“Basta”. Lorella Cuccarini cambia vita. Un colpo gobbo per i fan della showgirl che, da oggi, saranno costretti a vederla così


Negli anni ’80 era esplosa cone la forza e la caparbietà di chi a tutti i costi vuole arrivare. E Lorella Cuccarini ce l’ha fatta, non con la spocchia della prima della classe ma con il sorriso dolce della ragazza della porta accanto. Una vita privata da mulino bianco, mai sopra le righe e un talento enorme nel ballo che ha spaccato il pubblico italiano nel dualismo con l’altra stellina bionda, Heather Parisi. Adesso però si apre un nuovo capitolo della sua storia. Lo confessa in un’intervista a Leggo in cui afferma di voler tornare a recitare con assiduità «torno alla fiction dopo tanti anni, su una rete Mediaset, dove manco dal 2001, e accanto a Morandi. Con Gianni in realtà avevo collaborato anche quando facevo Domenica In e lui Sanremo, ma non abbiamo mai recitato insieme: non vedo l’ora di girare qualche scena con lui. Sarò Isabella, la madre di Matteo, interpretato da Federico Russo. Un personaggio interessante, positivo ma con dei chiaroscuri: una donna coraggiosa, separata, che ha con il figlio un rapporto tormentato e verrà coinvolta in alcune vicende, visto che L’isola di Pietro è una storia di sentimenti ma anche un giallo». (Continua dopo la foto)



Una nuova avventura che arriva dopo l’esperienza teatrale da poco compiuta in cui recita il ruolo di una madre e che, dopo la sospensione estiva, tornerà a teatro: «Da ottobre alla fine di gennaio sicuramente sì, saremo a novembre al Teatro Olimpico di Roma, poi a Firenze, Genova, Torino… e poi si vedrà. Questo spettacolo è stato una scommessa, è la mia prima commedia e non sapevo cosa aspettarmi spogliandomi dal ballo e dal canto, se mi sarei trovata a mio agio e se sarei stata in grado di fare bella figura. Ma è stato un successo: abbiamo avuto quasi 80.000 spettatori».Domani sera sarà invece al Brancaccio per Liberi tutti per una festa per i 50 anni dell’AISM-Associazione Italiana Sclerosi Multipla. (Continua dopo le foto)



 


«E– si legge ancora nell’intervista – speriamo il preludio di una collaborazione per la prossima edizione di Trenta Ore Per La Vita: stavolta vorremmo portare avanti un progetto a sostegno delle mamme, perché i 2/3 dei malati sono donne perlopiù giovani, in età fertile, e le ripercussioni sulla loro vita sono incredibili».

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