“Addio, grande”. Lutto nella tv italiana. Personaggio unico, istrionico e sempre col sorriso sulle labbra. Un altro pezzo di televisione che ci lascia per sempre


 

La televisione italiana perde un altro dei suoi fondatori. Simpatico, istrionico, sempre con il sorriso sulla labbra aveva contribuito ad alcuni programmi poi diventati cult. A diffondere la notizia della sua scomparsa sono stati i famigliari. La sua morte ha sollevato un’ondata di emozione e un cordoglio unanime. A 86 anni, si chiude quindi la storia di uno dei più brillanti volti della nostra tv. Sì perché Giuliano Cenci fu regista, sceneggiatore e coproduttore, oltre ad averne personalmente effettuato buona parte dell’animazione. La sua opera più nota è il film lungometraggio Un burattino di nome Pinocchio, del 1971, in cui l’artista volle creare una versione del capolavoro di Collodi quanto più possibile vicina all’originale. Nel lontano 1957, ancora venticinquenne, Giuliano Cenci disegna per la Philco le primissime pubblicità animate, ideando uno spettacolo a cartoni animati unito al prodotto da reclamizzare: per questo, Cenci può essere veramente definito il “papà” di Carosello, il più fortunato programma della TV italiana. (Continua dopo la foto)



Negli anni ’60 Giuliano Cenci è fra i fondatori a Milano, insieme ad altri professionisti e produttori italiani di cartoni animati, dell’Associazione I.S.C.A. (Istituto per lo Studio e la Diffusione del Cinema d’Animazione), poi diventata ASIFA Italia. Attraverso un azionariato popolare e dopo 5 anni di lavoro, con un’équipe di 50 fra tecnici e disegnatori con la medesima passione per i cartoons, vede la luce nel 1971 il film Un burattino di nome Pinocchio, girato in 35mm eastmancolor e prodotto per il circuito cinematografico. Negli anni ’80, per la TV, Cenci realizza l’animazione di moltissime puntate della fortunata serie Grisù il draghetto, personaggio ideato dai fratelli Nino e Toni Pagot. (Continua dopo le foto)



 

per i quali, successivamente, collabora anche alla serie dedicata al pulcino nero Calimero. Nel 1985, insieme all’amico e collega Osvaldo Cavandoli, Cenci dà vita alle puntate della serie televisiva Rai La Pimpa, il simpatico personaggio di Altan.Negli anni ’90 Giuliano Cenci lavora alle serie televisive Rai di Cocco Bill, il celebre cowboy di Jacovitti e del simpatico personaggio di Silver, Lupo Alberto, mentre per l’estero realizza, su disegni originali di Hugo Pratt, alcuni fra i più apprezzati telefilm animati della serie Corto Maltese. In quel periodo è insegnante di animazione alla scuola Cappiello di Firenze. Maestro assoluto dell’arte dell’animazione, Giuliano Cenci è stato spesso chiamato a risolvere animazioni particolari o difficili, contribuendo negli ultimi anni a lungometraggi di altri animatori italiani, come La gabbianella e il gatto di Enzo D’Alò, Aida degli alberi di Guido Manuli, Johan Padan di Giulio Cingoli, Momo alla conquista del tempo, sempre di Enzo D’Alò, e altri. Negli anni 2000 (2004/2013) l’artista insegna animazione all’Accademia delle Arti Digitali Nemo NT di Firenze, oltre ad essere stato ospite d’onore della manifestazione Nemoland, organizzata dall’Accademia stessa, insieme ad altri grandi ospiti dell’animazione internazionale, tra i quali Don Bluth, Gary Goldman, Yoichi Kotabe e Isao Takahata.

Ti potrebbe interessare: “Che tragedia”. Musica di nuovo in lutto per la morte della star, a soli 36 anni. A dare l’annuncio della sua scomparsa, accorati, gli altri membri della band