“Ma com’è cambiata!”. Tornata dopo la malattia, ecco la nuova Victoria Cabello. Sempre sorridente e amata dal pubblico, era scomparsa per poi dichiarare di aver affrontato un male. Ora l’ex Iena si mostra su Instagram: la grinta sembra la stessa ma il suo viso è un altro. I commenti fioccano


 

Per tre anni è sparita dai radar. Colpa di una malattia che l’ha messa all’angolo. Lei però, testa dura e mento alto, non ha mai mollato e ora è pronta a riprendersi la scena. Una vita difficile la sua, il primo amore scomparso in una drammatico incidente automobilistico quando aveva 19, ma affrontata con il sorriso, suo tratto distintivo che ha contribuito a renderla una dei personaggi più amati della televisione. Parliamo di Victoria Cabello che dopo la battaglia contro il morbo di Lyme – patologia comune ad altre stelle dello showbiz come Gigi Hadid e Avril Lavgine – è tornata a mostrarsi su Instagram. Lo ha fatto con la solita carica di autoironia postando una foto in cui assaggia del finger-food molto particolare. Victoria, infatti, mentre assaggia un piccolo panino a base di avocado, indossa una t-shirt che recita la seguente scritta: ‘I have no tits’, in inglese ‘Non ho tette’. Un vero e proprio manifesto per le donne piatte che rivendicano la propria bellezza anche con le taglie più piccole di reggiseno. Inutile dire come la rete abbia reagito. (Continua dopo la foto)








“Ti prego dimmi dove hai comprato questo genio di maglietta” scrive un’utente. Insomma, Vittoria è tornata anche se ha ammesso di aver passato momenti difficili: “All’inizio mi sentivo tanto stanca, poi la cosa è andata peggiorando, ma non si arrivava a una diagnosi – ha raccontato il volto televisivo al Corriere della Sera – sono sempre stata un po’ avanti: anche in questo caso sono il primo personaggio pubblico qui ad aver sofferto di questa malattia. Resto una trend setter. Ora, dopo la malattia, voglio fare solo cose che mi divertono”. Dopo cure incessanti, infatti, il peggio è passato e oggi la giovane donna è guarito. (Continua dopo le foto)





L’origine del nome della malattia si riferisce alla cittadina di Lyme, nel Connecticut, dove si verificò un’epidemia di questo male, segnalata a partire dal 1975, che si manifestò con un misterioso aumento dei casi di artrite, soprattutto infantile. L’artrite cominciava con eritemicutanei sul torace, addome, dorso e natiche, che si ingrandivano fino a raggiungere una dimensione variabile tra i 10 e i 50 cm, mal di testa e dolori articolari. La causa della malattia di Lyme è un batterio spiraliforme, la Borrelia burgdorferi, chiamata così in onore al suo scopritore, Willy Burgdorfer. Il batterio infesta le zecche, le quali possono trasmetterlo all’uomo e agli animali. I luoghi nei quali è più facile contrarla sono le zone boscose e ricche di cervi, dal momento che queste rappresentano l’habitat ideale per le zecche.

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