Ricordate Supercar? Dopo decenni svelato il suo segreto: ecco come faceva Kitt a guidarsi da sola


 

Andiamoci piano. E se non siete preparati allora smettete di leggere perché è bene che continuiate a credere e pensare certe cose. Ve la ricordate Kitt? La macchina nera parlante che insieme a Michael Knight, al secolo David Hasseloff (a proposito, lo sapevate che a Berlino c’è un bar a lui dedicato?), attraversava l’America e risolveva i crimini? Bene se avete sempre pensato che a guidarla fosse un processore di computer tipo quelli che muovono le google car nella Silicon Valley siete fuori strada. La verità – per gli appassionati e chiunque abbia vissuto l’infanzia e l’adolescenza negli anni ’80 – è diversa e dura da digerire. Eccola qua, la svela il sito Omniauto: in pratica, il sedile del guidatore di Kitt aveva lo schienale senza cuscino superiore, al posto di cui c’erano due supporti molto arretrati. Il pilota (di corporatura minuta) si sedeva, quindi, in una posizione molto bassa e sdraiata, dopodiché veniva avvolto con un rivestimento che riproduceva il tessuto del sedile e integrava il necessario spazio per le braccia. Quanto al volante, poi, ce n’era uno supplementare, grande quanto quello di un go-kart e montato molto in basso, di modo che lo stunt-man potesse guidare KITT al di sotto della linea di cintura. Il resto era merito delle inquadrature, che evitavano di “entrare” dentro l’abitacolo all’alto quando l’auto si muoveva da sola. Infatti ci sono pochissime immagini, riprese direttamente dalle puntate trasmesse, dove si riesce a capire il trucco, che è stato ottimamente custodito per quasi trenta anni. Chiaramente non tutti i 23 esemplari (!!!) di Kitt usati negli anni delle riprese avevano questo trucco, anche perché, se così fosse stato, il povero stunt-man si sarebbe dovuto sobbarcare il peso di David Hasseloff in tantissime scene. Per il ciclo, la caduta degli dei.




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