Massimo Giletti, adesso è ufficiale. Dopo tante voci, arriva la conferma sul futuro del conduttore: dove lo rivedremo nella prossima stagione


 

Massimo Giletti, ora è ufficiale. Le voci si facevano di giorno in giorno più insistenti e ora, messo l’ultimo tassello, sono confermate. Mancava solo una firma, che oggi è arrivata: il conduttore de L’Arena passa dalla Rai a La7. Giletti ha infatti raggiunto un accordo biennale con l’emittente di Urbano Cairo, che ha diramato un comunicato stampa: “A Giletti, ideatore e conduttore di numerosi format d’informazione e trasmissioni di successo, sarà affidato un programma già a partire dall’autunno”. Si apre quindi un nuovo capitolo per il presentatore che, dopo quasi trent’anni di carriera in Rai, cambia squadra. Ma secondo alcune fonti, La7, che è il primo competitor della tv di Stato, non sarebbe stata l’unica rete a contattarlo. Pare che abbia discusso anche con Mediaset ma poi, secondo Dagospia, la trattativa sarebbe sfumata per il veto della regina della domenica pomeriggio: sua maestà Barbara D’Urso. Il passaggio a La7 arriva dopo la brusca chiusura de L’Arena, che dal 2005 tiene compagnia agli italiani mentre su Canale 5 va in onda Domenica Live. A spiegare l’addio alla Rai e a togliersi qualche sassolino dalla scarpa è Giletti stesso, che si sfoga sul Corriere della Sera. (Continua a leggere dopo la foto)








Nell’intervista di Paolo Conti, Giletti racconta l’amarezza dell’addio a quella che è stata la sua “casa” per anni: “Ieri, martedì, è stato inevitabile uscire dalla Rai e provare tristezza. Anzi, molta amarezza perché Viale Mazzini è casa mia. Sono passato davanti al cavallo coperto dalle impalcature per i restauri e mi è rivenuta in mente una scena di trent’anni fa. Il mio primo appuntamento fu con Giovanni Minoli, devo a lui il mio approdo alla Rai. Era per le 11, arrivai alle 10 in giacca e cravatta. Guardai quel cavallo a lungo, appena arrivato da Torino. Ricordo benissimo i sogni, le speranze, i progetti. Non avrei mai pensato che nel 2017 mi sarei ritrovato nelle condizioni di dover lasciare quel posto così pieno di significati per me”. (Continua dopo le foto)








 

Ora, però, è sì arrivato il momento di cambiare “casa”, ma su L’Arena non si discute: “Sì e rifarò L’Arena. La mia Arena… Qualcuno sperava che non andasse più in onda perché, dicono, dava molto fastidio – prosegue sul Corriere – Ma L’Arena è la mia creatura professionale, l’ho fatta nascere, l’ho modellata. Ho scelto La7 perché ho capito che era lì la strada per dare continuità a questa esperienza”. “Ma perché la Rai non l’ha messo in condizione di rifare L’Arena?”, gli chiede il giornalista. “Evidentemente il direttore generale (Mario Orfeo, ndr), che ha la piena libertà di scegliere la propria linea editoriale, ha ritenuto che il successo di un programma seguito da quattro milioni di spettatori, con oltre il 22% di share dalle 14 alle 15, non bastasse per essere riconfermato. Evidentemente L’Arena è un programma scomodo”. In chiusura, il domandone: quanto vale il contratto? “In questa storia, il criterio del denaro è all’ultimo posto – assicura il conduttore – La mia è una scelta di libertà. Con mio padre ho avuto un rapporto tempestoso ma mi ha insegnato una cosa: mai abdicare alla dignità. Per me chiudere L’Arena sarebbe stato abdicare alla dignità. Fare altri programmi voleva dire comprare il mio silenzio. Con grande dolore, non ho potuto accettarlo”.

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