“Dobbiamo stare vicini vicini” e, soprattutto, le battute del Gabibbo. Da Paperissima a Striscia la Notizia, sono più di 20 anni che ascoltiamo la sua voce, ma quanti di voi conoscono il suo volto? Ecco chi è


 

Da tempo immemore, ormai, la sua voce fa compagnia agli italiani all’ora di cena. “Ti voglio bene… Dobbiamo stare vicini vicini”, “No, me fai schifo”sono frasi cult di Paperissima Sprint. E gli inconfondibili sketch e battute del Gabibbo, personaggio chiave di Striscia la Notizia. Insomma, da oltre vent’anni ascoltiamo queste voci, ma avete mai visto il volto del genio che si nasconde dietro al famosissimo pupazzo rosso e che doppia come nessun altro animali e bambini divertenti a Paperissima? Scommettiamo che pochi conoscono il volto di Lorenzo Beccati, che è anche un autore televisivo e scrittore, da sempre un collaboratore strettissimo di Antonio Ricci. Pensate: da ben 26 anni Beccati intrattiene il pubblico di Canale 5 con la sua voce e le sue gag. Cosa sappiamo di lui? Nato nel quartiere di Cornigliano a Genova nel 1955, Beccati vanta un curriculum di tutto rispetto in televisione. Ha collaborato, infatti, con le principali trasmissioni targate Mediaset. Prima di Striscia, Paperissima e Paperissima Sprint, è stato co-autore di Drive In, I Taliani, MegaSalviShow e L’araba fenice. (Continua a leggere dopo la foto)



 

È anche uno scrittore di successo, che ha firmato svariati libri, tra cui: “La notte dei commercialisti viventi”, “Storie Tattoo”, “Delitti d’amore”, “Il barbiere di maciste”, “Il santo che annusava i treni”, “Il guaritore di maiali”, “Il mistero degli incurabili”, “L’uccisore di seta”, “74 nani russi. San Pietroburgo 1710”, “Niente monete nelle fontane”, “La morte dei comici”, “Il faro delle lacrime”, “Pietra è il mio nome” e, l’ultimo, uscito nel 2016 ed edito da Nord, “Aenigma”. Una domanda su tutte: chi o cosa lo ha ispirato nel creare la voce del Gabibbo? Come raccontato dallo stesso Beccati in un aneddoto diventato ormai celebre, la voce del pupazzo rosso più famoso di Canale 5 sarebbe quella di un ex-ergastolano che lavorava come piastrellista, con un atteggiamento di meraviglia e stupore, e che si andava a mescolare con il tipico comportamento dei ragazzi della periferia genovese di quando Beccati era giovane. (Continua a leggere dopo le foto)


 


 

 

A proposito dell’esperienza a Striscia la Notizia, che come detto dura da anni e anni, Beccati ha detto in un’intervista di qualche tempo fa al quotidiano La Stampa: “La scuola di Striscia è stata importante. Bisogna studiare, calibrare, limare le parole e farlo con la velocità di un quotidiano. Ma la redazione di un tg, seppur satirico, è una fucina di creatività”. Ma non esiste, a detta sua, un segreto dietro al suo successo. Solo tanto lavoro mixato a una simpatia naturale. Non è d’accordo con un’eccessiva spontaneità in tv. È necessario prepararsi il lavoro “come ai tempi di Drive in, quando si arrivava a lavorare 22 ore consecutive per essere sicuri di avere le giuste battute sui giusti personaggi”, dice ancora.

“Ci stavano ammazzando”. Pugni, spinte e calci in faccia. L’inviato di Striscia la Notizia finisce all’ospedale. Con lui, anche altri della troupe. Telecamere distrutte e minacce