“Coincidenza o profezia?”, pensano in molti. L’incredibile dettaglio sulla morte di Paolo Villaggio che nessuno aveva notato prima. Ecco cosa c’era su un giornale il giorno della dipartita dell’attore. Un caso sì, sembra uno scherzo del destino


 

Ieri sera Rai1, dopo una splendida puntata di Techetechetè dedicata interamente a Paolo Villaggio, ha deciso di modificare il palinsesto per inserire “Fantozzi contro tutti”, eterno sempreverde del cinema comico del compianto ragioniere genovese. Ma c’è un dettaglio che non tutti hanno notato. Nel giorno della morte di Paolo Villaggio, lunedì 3 luglio, sul canale Nove era proprio in programmazione Fantozzi in Paradiso, uno degli ultimi atti della mitica saga. Una programmazione drammaticamente profetica, creata diverse settimane prima da Nove Italia, canale del gruppo Discovery. Quello che è successo dopo è tristemente storia: all’alba di quello stesso giorno, Paolo Villaggio-Fantozzi in paradiso, se così vogliamo chiamarlo, ci è andato davvero. Una curiosità che ha fatto strabuzzare gli occhi a tante persone che, leggendo la programmazione, si son chiesti se fosse uno strano segno del destino o soltanto una triste coincidenza. A segnalarlo, su Twitter, il noto account Nonleggerlo. (Continua dopo la foto)



Profetica o meno, con questo colpo di scena se ne va un grande interprete del nostro tempo, proprio come ricordava Barbara Palombelli, che con una struggente lettera pubblicata su Dagospia, racconta: “Ieri alle 13,30. Elisabetta Villaggio, bella e solare, gli occhi lucidi, mi porta nel sotterraneo della Clinica Paideia, livello meno due dell’ascensore, e mi avvisa: lo vedrai tutto bianco… Paolo sembra un sacerdote indiano, rilassato e sereno. Lei aggiunge: non si è accorto di nulla, per fortuna. Spero che qualcuno lo ricordi come un grande pensatore del Novecento, non come una macchietta comica. Oggi, sfogliando i quotidiani – rimarca la Palombelli -, scopro che invece sono pochissimi quelli che hanno capito la dimensione vera del personaggio che ieri ci ha lasciato”. (Continua dopo le foto)



 

Infine, il suo di ricordo. Personalissimo e toccante: “Forte e debole, vincente e perdente, sempre sul palcoscenico, sempre in pubblico. Amato e odiato, per fortuna se ne fregava (o fingeva di fregarsene come facciamo tutti e soffriva come un cane?). Il vero Paolo Villaggio – il mio ultimo ricordo, sfocato, al compleanno di Stefania Sandrelli, muto e immobile, lo voglio cancellare – era in cattedra. Spero che le università italiane capiscano che nelle pagine di Fantozzi c’è tantissimo da capire e da studiare ancora”, conclude.

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