Grave lutto nella televisione italiana. Se ne è andato un artista straordinario che con la sua arte ha conquistato milioni di fan. “Un uomo straordinario, la sua perdita è un grande dolore”


 

Ridere al cinema è un’impresa sempre più difficile, ma Ciprì e Maresco ci riuscivano spesso, fino a provocare le lacrime. Il merito era anche di Pietro Giordano, morto ieri sera a Palermo. È stato uno dei  protagonisti di “Cinico Tv”, la serie televisiva più dissacrante di sempre, che ha fatto da apripista a tanti show televisivi. L’attore aveva 69 anni. Fu Maresco a scoprirlo in un modo bizzarro: “Era un uomo di straordinaria intelligenza, ironia e cinismo”, racconta Franco Maresco, l’autore-regista che lo ha scoperto e lo ha fatto recitare già negli anni Ottanta a “Cinico Tv”. “Imparò presto i tempi teatrali. La prima volta che lo vidi si presentò assieme a un altro attore di “Cinico Tv”. I due avevano l’abitudine di imbucarsi ai matrimoni e si conobbero mentre scappavano dalla finestra del bagno del ristorante per sfuggire ai parenti degli sposi. Era un uomo di grande ironia e cinismo e dimostrò tutto il suo talento in “Cagliostro”. In quel film tenne testa a un grande attore come Robert Englund. Una perdita davvero dolorosa”. (Continua a leggere dopo la foto)







Pietro Giordano era diventato un personaggio delle strade di Palermo. Ieri sera era andato come sempre al pub Officina Di Dio: “Passava due volte al giorno per un caffè e un bicchiere di Coca Cola – racconta il titolare Alessandro Di Dio –  Stamattina ho sentito la sorella. Una notizia davvero dolorosa”. Ricorda Daniele Ciprì: “Era un grande amico. Giordano aveva più degli altri ‘nostri attori’ perfezionato i tempi del cinema. Come quando recitò con Englund, nel film ‘Il ritorno di Cagliostro’. Ecco, quello è uno dei ricordi più belli che ho di lui. Ma anche tutto quello che insieme abbiamo fatto rimane indimenticabile. Provo un grande dolore”.

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Stella di un palcoscenico degradato in bianco e nero, Giordano era uno dei grandi protagonisti della comicità surreale in una Palermo che rideva, o provava a farlo, negli anni in cui era dilaniata dalla mafia. Dietro di lui, negli improbabili “collegamenti” che faceva sugli schermi di Cinico Tv, apparivano ruderi, immondizia, rottami, peti e rutti. Così succedeva che Pietro Giordano bucava lo schermo tv in mutande all’ora di cena. Fino a scatenare dibattiti sul trash e il senso del post storico. Una schifezza umana – come si definiva scherzosamente in televisione – che era diventata popolarissima a Palermo.

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