Roberto Saviano risponde alle critiche: “Vi spiego perché sono andato ad Amici…”


 

Ha detto ciò che era stato anticipato: temi sociali per la novità Roberto Saviano ad Amici. La tragedia dei migranti, la paura di Hudea, la bambina siriana che si “arrende” al teleobiettivo del fotografo e una chiusura con le parole di Piero Calamandrei dedicate a chi resiste. Ma, ancora ieri, in molti si sono interrogati sulla “compatibilità” tra un talent così “moderno” e commerciale e il profilo – profondo e “serio” – di Saviano. Ed è lo stesso autore di Gomorra a spiegarlo, in un’intervista a Repubblica. “Non so stare nel ping pong dei talk, prepararmi la risposta sferzante per smontare l’avversario o sostenerlo. Ho i miei tempi blues e voglio portarli nella tv, non il contrario. Approfondire, ragionare, magari cambiare idea”. Lo accusano di poca coerenza per essere andato a Mediaset dopo lo scontro con Marina Berlusconi: “Allora non leggo più Pavese perché pubblicato da Einaudi che è di Berlusconi? Rinunciare a un pubblico complesso e giovane sarebbe una sconfitta. Coerenza è portare avanti un progetto, narrare storie a un pubblico trasversale, con rigore. Come far conoscere i versi di Wislawa Szymborska”.

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Esiste uno snobismo intellettuale in chi la critica?
“Penso che abbia portato al deserto in cui ci troviamo. Sempre in piccoli circuiti a guardare film e leggere libri d’un certo tipo, pensando che siano inaccessibili a un pubblico più ampio. Per loro  –  non per noi  –  filmacci di cassetta e libri d’intrattenimento. Detesto gli steccati. Parlarsi addosso o tra chi la pensa come te non aiuta. Sia chiaro, non penso nemmeno per un attimo all’evangelizzazione, non vado a convertire o migliorare nessuno. Porto storie, toni diversi, forse ipotesi interpretative diverse. Ci sono trasmissioni dove il mio messaggio rischia d’esser compromesso, mutilato, lì non vado. In questo caso ho trovato un spazio dove far arrivare le mie parole senza compromissioni. Non mi spiace essere uno strano capitolo di un programma”.

Dei talent che pensa?
“Il talento non è solo vincere una competizione: è abitare una passione e una capacità. Il successo spesso non dipende da noi ma dal caso, dall’occasione. È una sfida personale in cui non rientra il giudizio altrui. Un talent che comunica questo è più che intrattenimento”.

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