Amici, arriva Saviano e spara sui parrucconi: “Non badate alle critiche, realizzatevi”


 

Una parentesi seria, di riflessione, tra i sogni dei ragazzi che si sfidano ad Amici. Questo è il senso da dare all’ospitata di Roberto Saviano al talent condotto da Maria De Filippi. Perché nelle parole dell’autore di Gomorra c’è un messaggio chiaro ai più giovani, quelli che sognano una società diversa, un mondo che giri su basi di rispetto, legalità, democrazia. Non è una novità che siano già state sollevate critiche preventive all’idea della produzione (andrà in onda sabato 11 aprile) ma è lui stesso a smontarle: “Molti si sono stupiti perché lo faccio su Canale 5, perché abbia scelto Amici. Ma per me non c’è contraddizione. Con Maria ho carta bianca, posso davvero parlare di tutto. Lo ha dimostrato Don Luigi Ciotti quando è venuto qui, con tutti quelli che hanno capito come sia importante rivolgersi ai giovani, a chi si sta costruendo il futuro col talento in Italia, paese che purtroppo sembra non lasciare speranza. Perché non posso andare in territori diversi? Rivendico la libertà di parlare proprio a coloro che solitamente non vengono considerati interlocutori, mi piace immaginare storie in grado di trasformare chi le ascolta”. E ancora: “Vengo per parlare a un pubblico ‘non popolare’, che è sempre un modo per dissimulare ‘popolino’, ma a un pubblico giovane”

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“Sicuramente sembra strano che sia qui: cosa c’entro? Non ballo, non canto. Scrivo. Vengo da un altro percorso”, esordisce, “eppure sono convinto che sia il posto giusto. La mia generazione, come la vostra, si trova di fronte alla possibilità di realizzarsi andando via. Io sono nato a Napoli e sono andato via. Mi viene in mente il racconto di Tahar Ben Jelloun: Malika ha 14 anni e a chi le chiede: “Cosa vuoi fare da grande?”, risponde: “Partire”. Ma partire non è un mestiere: siamo abituati a vedere nei tg, con una certa indifferenza, i barconi, Lampedusa, il numero dei morti come un elemento ordinario. Vorrei farvi capire cosa c’è dietro quei numeri”. “L’informazione” dice Saviano “il commento su Facebook, è come un lago ghiacciato: puoi scivolarci sopra, appagarti di un’opinione o puoi rompere quel ghiaccio, tuffarti e andare in profondità, prendere i libri, prendere tempo per capire”.Poi una riflessione sull’immigrazione: “Prima di partire con ‘Padroni a casa nostra’, passiamo da queste storie e facciamoci un’idea”. Vola a Ellis Island, agli emigranti italiani che immaginavano New York come “la città lastricata d’oro”. “Non possiamo pensare che queste storie non ci siano alleate”, riprende Saviano, “certo non si può risolvere il problema dell’immigrazione, ma non si può partire dal conflitto con questi ragazzi. Non li fermi”.

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