Come realizzare un sito web con WordPress


Creare un sito web oggi è veramente alla portata di tutti. Per lanciare il tuo business, crearti un’ottima reputazione online ed attrarre sempre più clienti non resta che proporre prodotti, merci, servizi sul web. La “rivoluzione” dei siti online è stata possibile anche grazie ad alcuni CMS intuitivi e facili da utilizzare. Uno di questi è indubbiamente WordPress, una delle piattaforme più utilizzate per la creazione di siti web, blog, siti in lingue diverse, ma anche e-commerce.

Le funzionalità di questo CMS sono pressoché infinite: i temi ed i plug-in (alcuni gratuiti, alcuni a pagamento) sono veramente tanti e permettono di implementare funzioni indispensabili alla tua attività. Subito dopo l’acquisto del dominio, in genere, si procede all’acquisto di un hosting. Ne esistono veramente tanti sul mercato che propongono diversi pacchetti e facilitano l’installazione del CMS. Nel caso non si voglia acquistare un servizio di hosting, creare un sito con WordPress è sempre possibile: non resta che scaricare un FTP gratuito e fare tutto in autonomia.







Comprare un dominio: ecco perché è importante

WordPress offre principalmente due possibilità: la prima comporta l’apertura di un blog personale in maniera totalmente gratuita e con un tema prestabilito. In quel caso non ci sarà neanche bisogno di acquistare un dominio, dato che sarà fornito da WordPress. La seconda opportunità, scelta dalla maggior parte degli utenti per web è quella di comprare un dominio (se ne trovano a prezzi irrisori) ed installare WordPress per poter ben strutturare il sito, caricare contenuti, scegliere il tema e così via.

Come ci consigliano gli amici della web agency Genesi, è opportuno crearsi un dominio ed in un secondo momento installare WordPress. Ma quale dominio acquistare? In linea di massima i nomi registrati comprendono le seguenti categorie: brand, personale, keyword. Basandosi sull’utilizzo che si vorrà fare del sito è importante scegliere il nome in maniera ragionata. Se la strategia di marketing punta tutto sul brand bisogna creare un sito del tipo nomebrand.it/nomebrand.com. Ricordiamo poi che è sempre importante acquistare sia il dominio.it, utile a livello locale, che .com per inibire la concorrenza e per future espansioni sul mercato internazionale.

Quale nome dare al proprio sito?

Il nome sito personale, quando non è usato per blog o siti personali, rispecchia un’altra strategia: rendere brand il proprio nome. Scegliere il nome del sito in base alla keyword primaria per cui ci si vuole posizionare potrebbe essere un’ottima strategia. Anche se gli ultimi update di Google puntano a depotenziare il valore delle keyword nel dominio, attualmente rimane una soluzione vincente per piazzarsi su keyword generiche o per keyword generiche + local. Un negozio di arredamenti che ha sede a Torino può registrare mobilitorino.it e provare a posizionare il proprio sito per la keyword “mobili torino”.

Ad ogni modo non tutti i domini sono liberi. Alcuni sono già occupati per cui bisognerà variare l’idea originaria o provare ad acquistare il dominio dal proprietario originario. Col dominio è possibile anche acquistare altri servizi come la protezione dei dati dell’acquirente o certificati SSL, particolarmente utili nel caso di e-commerce.






Struttura il tuo sito e crea i primi contenuti

Dopo aver mosso i primi passi arriva indubbiamente il lavoro più difficile: ogni sito ha bisogno di essere strutturato con una homepage, pagine secondarie, categorie, indici. Insomma, l’ordine deve essere una priorità, specialmente se si punta ad ottenere in futuro traffico dai principali motori di ricerca come Google. Per questa ragione può essere utile la funzione di WordPress che permette di scoraggiare i motori di ricerca dall’indicizzare il sito: questa misura estrema ma ovviamente temporanea consentirà di caricare i contenuti definitivi sul sito senza che vengano visualizzati sui motori di ricerca. Quando si è pronti, poi, basta levare la spunta e produrre contenuti efficaci, di qualità e mirati al target prestabilito.

I contenuti iniziali possono essere molto vari: in prima istanza è necessario creare una homepage, poi una pagina “chi siamo” o un portfolio, fondamentale per presentarsi ai futuri clienti e mostrare loro l’esperienza lavorativa acquisita e magari qualche case history di casi difficili o intricati. Importante è anche predisporre una pagina “contatti”. Il significato stesso dell’essere sul web viene a cadere quando il cliente che arriva sul sito non trova la sezione dedicata ai contatti. In caso esista un punto vendita è necessario indicarne l’indirizzo, il numero di telefono, i servizi offerti e gli orari di apertura. Nel caso non ci sia una sede aperta al pubblico è sempre buona norma inserire i riferimenti della sede legale con relativo indirizzo e telefono. I form di contatto possono essere una buona idea per velocizzare il processo di raccolta dei messaggi, ma inserire un indirizzo email, con il dominio collegato al sito, è sempre consigliato.

Temi gratuiti e a pagamento: quali scegliere?

Come si diceva poco prima è necessario in primis scegliere un tema, ovvero in parole semplici la “grafica” che il sito avrà. Dal font del testo, ai colori, passando per il colore e la forma dei pulsanti call-to-action e così via. WordPress ne mette a disposizione diversi in maniera gratuita: questi sono ottimi per iniziare, in futuro è possibile sempre scegliere di fare upgrade per uno a pagamento. L’elenco quasi completo di temi è disponibile su ThemeForest. I requisiti che un tema deve soddisfare sono i seguenti: affidabilità (fanno fede le recensioni degli utenti), compatibilità con il vostro sito, ottimizzazione SEO (non tutti i temi sono Google Friendly), compatibilità con il maggior numero di widget e plug-in possibili. Se si è ancora indecisi, un’ottima strategia potrebbe essere consultare i migliori siti web della concorrenza e vedere quale tema abbiano scelto. Così facendo si è sicuri che il tema è adatto all’argomento che si tratterà nel sito web.

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