WhatsApp, utenti in rivolta. Addio a una pratica funzione tra le più usate. Ma forse è meglio così…


Mark Zuckerberg lo aveva annunciato sin dal principio: “Troveremo un modo per limitare i danni che le bufale virali creano ogni giorno all’informazione”. Parte da questo ragionamento la nuova piccola rivoluzione che è stata introdotta in WhatsApp. L’azienda di Menlo Park, infatti, ha posto un limite sul numero di inoltri che è possibile effettuare su un messaggio. Secondo Reuters, a partire da oggi l’applicazione di messaggistica istantanea più utilizzata al mondo imporrà un limite di 5 inoltri in tutto il mondo: fino ad oggi questo limite, introdotto a luglio, era di 20 inoltri.

La decisione del servizio americano è dovuta alla continua diffusione di bufale e disinformazione all’interno dei messaggi privati e criptati, elementi che ne rendono l’individuazione molto più complessa rispetto a piattaforme come Facebook o Twitter. Insomma, la responsabilità non è solo di chi mette online queste bufale, ma anche di chi “non controlla”. A partire da luglio WhatsApp ha iniziato la sua lotta contro i messaggi inoltrati, le classiche catene di Sant’Antonio che però si stanno trasformando in un potente strumento di diffusione delle bufale soprattutto durante le campagne elettorali. (Continua dopo la foto)







Secondo uno studio, durante la recente campagna elettorale brasiliana più della metà delle 50 immagini più condivise su WhatsApp erano false. Per questo nel corso dell’estate è stato introdotto il limite che consentiva di inoltrare un messaggio fino a 20 volte. Precedentemente, invece, il limite era di 256 persone. Inoltre, l’applicazione ha iniziato ad indicare i messaggi inoltrati con una chiara dicitura che ne sottolinea la provenienza. (Continua dopo la foto)




Il nuovo limite può sembrare un colpo di grazia definitivo alla disinformazione, ma in realtà risolve solo una piccola parte del problema. Anche con soli 5 inoltri, un messaggio può essere condiviso, per esempio, in un gruppo che può contenere fino a 256 persone, quindi, nonostante il limite, con 5 inoltri un messaggio potrebbe raggiungere comunque 1.300 utenti. (Continua dopo la foto)


 


Di certo WhatsApp deve trovare delle strade per frenare la diffusione di questa disinformazione, un compito assolutamente non semplice vista la crittografia che protegge tutti i messaggi, bufale comprese. Insomma, si è riusciti a scalfire soltanto la superficie. Quello della disinformazione di massa, sarà un problema che dovrà essere affrontato molto più pesantemente.

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