“Morta dopo quel messaggio”. Il telefono che suona, poi la tragedia


 

Un gioco che aveva già fatto parlare di sé qualche mese fa, quando le autorità avevano lanciato una serie di allarmi rivolti alle famiglie in seguito alla morte di un ragazzo. E che ora torna a terrorizzare gli utenti di tutto il mondo dopo che altri due casi sono stati collegati al fenomeno virtuale. Due giovani, lei 12 anni e lui 16, sono stati trovati infatti senza vita nella parte nord della Colombia, a Barbosa. Morti che secondo le autorità, come riportato in queste ore da Metro, potrebbero essere collegate al cosiddetto “Momo game”, una sorta di competizione che nasce tra utenti di ogni parte del mondo e che spinge i partecipanti ad affrontare una serie di sfide. Sempre secondo gli agenti, il primo corpo rinvenuto è stato quello della dodicenne: le prime indagini sembrano evidenziare come i due si conoscessero. La notizia ha subito fatto il giro dei social, contribuendo a creare un clima di grande allarme. (Continua a leggere dopo la foto)







In cosa consiste di preciso questo Momo game? In pratica i partecipanti aggiungo il contatto WhatsApp di uno sconosciuto, rintracciato attraverso i social, che si presenta loro come Momo, utilizzando come immagine profilo quella di un inquietante teschio. Si tratta di persone sempre diverse che, una volta contattate, spingono gli utenti ad affrontare una serie di sfide. (Continua a leggere dopo la foto)






In caso i partecipanti si tirino indietro quello che ricevono in cambio sono minacce di ogni tipo e un’ossessiva serie di insulti e umiliazioni. Alle volte, le prove che i giovani si trovano ad affrontare sono particolarmente pericolose e in alcuni casi si rivelano fatali. Il gioco ha avuto origine inizialmente su un gruppo Facebook ma si è poi diffuso attraverso altri canali. (Continua a leggere dopo la foto)



Le autorità, come riportato da Metro, avrebbero trovato dei messaggi collegati al gioco sul telefonino di entrambe le vittime: “Si tratta di affrontare una serie di sfide che spingono spesso i partecipanti a farsi del male. Alle volte, i ragazzi vengono anche spinti al suicidio e non sempre hanno la forza per opporsi ai loro carnefici virtuali” ha spiegato la polizia colombiana.

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