“Ci spiano così”. La verità su Facebook. Il social è nella bufera


 

Una notizia che non piacerà ai quasi due miliardi di utenti Facebook e che ha buttato il social nella bufera compreso il suo fondatore Mark Zuckerberg convocato dalla commissione Cultura della Camera dei Comuni – la camera bassa del Parlamento del Regno Unito – per riferire sulla vicenda delle decine di profili utilizzati dalla società di consulenza Cambridge Analytica a scopi elettorali. Facebook ci “spia” ed è proprio il caso di dirlo per la gioia di tanti teorici della cospirazione e che adesso hanno finalmente la loro prova.E’ bastata un’app per consentire a Cambridge Analytica, la società di big data impiegata per la campagna di Donald Trump e per la vittoria della Brexit, di raccogliere le informazioni personali di 50 milioni di utenti a loro insaputa. L’app utilizzata, rinominata “thisisyourdigitallife” è solo una delle tante che ruotano nell’orbita di Facebook, dove migliaia di utenti, accedendo a test, giochi e quiz consentono a soggetti terzi l’accesso alle proprie informazioni.  Il sistema è semplice. Ogni volta che ci registriamo a un’app, giochiamo sul social network o rispondiamo a un quiz tramite Facebook, per evitare di inserire daccapo le credenziali d’accesso, basta autorizzare l’app ad effettuare il login tramite Facebook. Un’operazione che spesso compiamo in automatico, ignorando però che in questo modo stiamo autorizzando l’applicazione ad accedere ai nostri dati personali. (Continua dopo la foto)






COME PROTEGGERE I PROPRI DATI? – Per evitare che questo accada è sufficiente seguire qualche step, a partire dal proprio account Facebook. Il primo passo è capire quali app hanno avuto accesso ai nostri dati. Farlo è semplice. Dal pc fisso, basta fare clic sulla freccia puntata verso il basso che compare in alto a destra, aprire il menu, quindi fare clic su ‘Impostazioni’. Nel menu che appare a sinistra occorre poi cliccare su ‘App’. In questa schermata sono elencate tutte le app esterne a Facebook che, anche se non lo ricordiamo, hanno avuto accesso alle nostre informazioni. Ad esempio, tra le 223 app che appaiono sul nostro profilo proviamo ad aprirne una. Così facendo ci vengono mostrate tutte le informazioni alle quali l’applicazione ha avuto accesso. (Continua dopo le foto)








 

Si va dalla lista di amici, alle relazioni sentimentali, passando per il compleanno, l’orientamento sessuale, politico e religioso, le foto, la città d’origine e i ‘mi piace’ che abbiamo messo. CANCELLARLE SI PUO’ – Niente panico, però. Facebook ci permette di rimuovere l’app dal nostro account. Basta cliccare sulla ‘X’ che appare accanto al nome dell’applicazione. Tuttavia, i dati ai quali l’applicazione ha avuto accesso potrebbero restare condivisi. Quando proviamo a rimuoverla una finestra ci avverte che “in questo modo l’applicazione verrà rimossa dal tuo account, dai segnalibri e dalla liste delle applicazioni che usi (disponibile nelle impostazioni)” ma “potrebbe ancora disporre dei dati che hai condiviso con lui/lei”. Per i dettagli sulla rimozione di tali dati, Facebook invita a contattare direttamente l’applicazione. E DA MOBILE? – Per verificare le app che hanno avuto accesso ai nostri dati da smartphone occorre aprire Facebook, cliccare in basso a destra sulle tre linee orizzontali, scorrere fino a ‘Impostazioni dell’account’, quindi cliccare su ‘App’. Infine fare clic su ‘Accesso effettuato su Facebook’. In questa sezione appariranno tutte le app che hanno avuto accesso ai nostri dati, come nella versione da pc fisso. Per rimuoverle basta cliccare sulla singola app, scorrere fino in fondo alla schermata e cliccare ‘rimuovi applicazione’.

Caffeina by adnkronos

(www.adnkronos.it)

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