Avete uno smartphone Apple non di ultimissimo modello? Quello che si ‘vocifera’ è vero: l’azienda lo ammette. Ve ne eravate accorti?


 

Se la batteria dell’iPhone invecchia, lo smartphone rallenta. Alla fine, come si legge su Tech Crunch, anche la Apple ha dovuto ‘certificare’ quello che milioni di utenti in tutto il mondo hanno potuto sperimentare direttamente. Il tema, poi, è tornato d’attualità negli ultimi giorni dopo le osservazioni di alcuni utenti su Reddit. Se il melafonino comincia ad ‘ansimare’, fa sapere il colosso di Cupertino, è tutto sommato normalle. “Il nostro obiettivo è offrire la migliore esperienza ai clienti, questo include la performance complessiva e il prolungamento della vita dei loro apparecchi”, ha detto la Apple in una nota. In sostanza, all’incremento dell’età della batteria corrisponde un rallentamento del software per evitare il black out dello smartphone. “Le batterie agli ioni di litio perdono capacità di rispondere ai picchi di corrente quando sono al freddo, hanno poca carica o sono vecchie. Questo può portare all’inatteso spegnimento dell’apparecchio per proteggere i suoi componenti -ha proseguito la Apple-. Lo scorso anno abbiamo rilasciato una funzionalità per iPhone 6, iPhone 6s e iPhone SE (Continua dopo la foto)

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Per limitare i picchi istantanei ai casi strettamente necessari, in modo da evitare lo dello spegnimento improvviso quando si verificano queste condizioni. Ora abbiamo esteso questa funzionalità all’iPhone 7 c con iOS 11.2 e abbiamo in programma fornire lo stesso strumento per altri prodotti in futuro”. Tutto era partito da una discussione sul social network, ripresa e approfondita da uno studio di John Poole, fondatore di Geekbench, una di quelle compagnie che monitora le performance (il cosiddetto benchmark in gergo tecnico) dei prodotti elettronici di consumo. Secondo Poole Apple abbassava le performance della Cpu o dei processori dopo che le batterie avevano raggiunto un certo numero di cicli di ricarica. (Continua dopo le foto)



 

La teoria di Poole, confermata poi da Apple, è che questo sia stato fatto come risposta allo spegnimento improvviso, nonostante un buon livello di carica, di alcuni melafonini. A essere colpiti da questa misura sono stati sicuramente gli iPhone 6, 6s e anche il 7, presentato nel settembre 2016 e rimpiazzato solo da qualche settimana dall’8 e dal tanto chiaccherato X. Non si tratta di un complotto, insomma, ma di una strategia aziendale, messa in atto anche e soprattutto per minimizzare i danni alle batterie, che nella peggiore delle ipotesi, come è successo con i Note 7 di Samsung, potrebbero esplodere a causa del carico di lavoro eccessivo.

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