Anche i tuoi amici ti mandano note audio lunghe un’eternità e li maledici ogni volta? A quanto pare il problema è comune, e ora su WhatsApp cambia tutto. Cosa succederà ai messaggi vocali


 

Da quando ci sono nessuno di noi può più farne a meno. Ma, ammettiamolo, qualcuno non si regola proprio e se supera i 3 minuti malediciamo il mittente. Parliamo di “note audio” di Whatsapp, ovviamente. Ma ora c’è una novità. Una app per risolvere quella che per molti è un’abitudine (altrui) insopportabile. Si chiama Speechless, l’ha messa a punto lo studio Becreatives di Bergamo, ed è in grado di trascrivere le note audio che ci arrivano tramite WhatsApp. Ma solo quelle che durano fino a 15 secondi: per le altre occorre pagare un prezzo una tantum di 2,29 euro. D’altronde, fra gli oltre 50 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno sulla piattaforma di Jan Koum controllata da Facebook e utilizzata ogni mese da 1,2 miliardi di utenti nel mondo, il 25% è appunto costituito da note vocali, con una crescita continua. Eppure non sempre siamo in grado di ascoltarle con attenzione: ufficio, riunione, mezzi pubblici, privacy. (Continua a leggere dopo la foto)



È vero che avvicinando lo smartphone all’orecchio l’audio passa automaticamente da vivavoce a telefonata regalandoci un po’ di riservatezza, ciononostante molti trovano gli audiomessaggi piuttosto molesti e invadenti. Speechless supporta già 10 lingue – dall’italiano allo spagnolo al russo passando per il portoghese, il tedesco e ovviamente l’inglese – ed è disponibile per iOS e Android. La funzionalità viene integrata nel menu di condivisione del contenuto: se stai conversando su WhatsApp e selezioni una nota audio – ma non solo su quella chat, in generale all’interno della memoria del telefono sebbene non funzioni con le note di Telegram – fra le opzioni si vedrà anche l’icona dell’app. (Continua a leggere dopo le foto)



 

Cliccandoci quei file verranno caricati nel cloud di Speechless, equipaggiato con un algoritmo di riconoscimento vocale, e trascritti in pochi secondi. Non senza qualche errore e con il limite di dover sempre disporre di una connessione dati. Un po’ come l’app Textr, solo per Android, l’italiana Speechless risolve insomma il dramma degli audiomessaggi. Occhio però, niente parolacce: nella descrizione dell’app il messaggio è chiaro: “Sono educata, non dire cattive parole: ti censurerò”. Staremo a vedere, l’idea, però, è senza dubbio geniale. Avrà successo.

 

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