WhatsApp, “Ecco perché non usare più i gruppi”. Una vera e propria denuncia, la sua, che ha rinunciato ai messaggi in chat. Magari, dopo avere letto quali, la prossima volta preferirete parlarvi al bar


 

“La chat è gravemente dannosa per la salute. Peggio delle sigarette”. Whatsapp, dietro faccine e messaggi si nascondono insidie e dal Corriere della Sera, Lorenzo Salvia svela quali sono, mettendo in guardia chi proprio non riesce a staccarsi un attimo da chat, spesso troppo impegnative. Come quelle dei genitori. Pericolose. Non ci credete? Sentite le sue conclusioni. C’è di che riflettere. “Tutto dipende da come viene usata, dicono. Falso – spiega Salvia – la chat fa male a prescindere. Essere connessi h 24 e in tempo reale con gli altri genitori genera un incubatore d’ansia da prestazione che rovinerebbe la mamma o il papà più zen del mondo”. E questo a prescindere. “Pure se tutti i genitori sono, come nel caso della scuola elementare di mio figlio, persone per bene, intelligenti e pure simpatiche. La chat nuoce gravemente alla salute per due motivi”. Intanto amplifica ogni più piccolo problema. “A scuola fa freddo dopo le festa di Natale. Uno solleva il caso, un altro minimizza. Un altro ancora attacca la maestra, poi c’è quello che la difende, quello che se la prende con la preside. (Continua a leggere dopo la foto)






 

Dopo un po’ arriva quello che ricorda i tempi della nonna, quello che tira in ballo il sindaco, quella che difende il sindaco. Alla fine non si risolve nulla”. Pure senza chat, il problema resta. “Ma almeno – sottolinea Salvia – non c’è quella sfilza di squilli e vibrazioni che ti fa dimenticare l’unica cosa importante da fare: chiedere a tuo figlio (non alla chat), se a scuola fa freddo. E in caso mettergli una maglia più pesante”. Ma la chat fa male anche per un altro motivo, chiamato dagli esperti, vetrinizzazione dell’identità. (Continua a leggere dopo le foto)






 



 

 

Cioè: chi interviene non lo fa per risolvere un problema, ma per essere certo di dare un’immagine giusta di sé. Una gara a chi è più premuroso e presente. Con l’effetto: “Che alla fine, davanti a tanta premura, tutti finiamo per sentirci inadeguati. A parte la super mamma perfetta che c’è in ogni classe ma che, tranquilli, di solito fa solo finta”. Ecco perché lui ha deciso di abbandonare la chat. Per le comunicazioni meglio le mail, oppure al bar fuori dalla scuola. Una bella chiacchierata. Dal vivo.

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