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“Una sedia e un tavolo contro l’attentatore, così mi sono salvato”

Nissim Sermoneta stava pregando quando ha visto la morte in faccia. Ieri c’era anche lui, 25 enne italo-israeliano, nella sinagoga  Kehilat Bney Torah di Gerusalemme assaltata da due terroristi palestinesi. “Uno degli attentatori mi si è parato di fronte con una pistola in mano” ha raccontato all’Ansa.  “Ho cercato di contrastarlo. Lui ha puntato l’arma e io gli ho dato una sedia in testa. Volevo permettere così ad altri di fuggire”. Ma non è bastato. (continua dopo la foto)


“Allora ho sollevato un tavolo e me ne sono fatto scudo. Ho pensato: se mi spara, forse i proiettili si conficcheranno nel legno” continua il giovane, spiegando di aver lanciato il tavolo con tutte le sue forze contro il palestinese e quindi di essere riuscito a rifugiarsi in una stanza laterale, da dove insieme ad altri fedeli ha chiamato la polizia. (continua dopo la foto)

Intanto, nella sinagoga, ilmassacro continuava.  Il caricatore della pistola si era svuotato e allora sono passati ai coltelli. Li hanno dati in testa ai fedeli rimasti. Erano per lo più anziani, disorientati, e sono stati seviziati… come in un mattatoio”.Sermoneta è riuscito a fuggire, mentre dentro venivano uccisi quattro rabbini e un agente e altre sette persone erno gravemente ferite. I due attentatori sono stati uccisi dalla polizia.
 


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