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“Una pioggia di soldi, qui vive così”. Crans Montana, chi è Jacques Moretti

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Nella notte di Capodanno, mentre il bilancio dell’incendio che ha devastato il bar Constellation di Crans-Montana continuava ad aggravarsi, nella località vallesana ha iniziato a circolare con insistenza una domanda rimasta a lungo sospesa. Chi è davvero il titolare di quel locale finito al centro della più grave tragedia degli ultimi anni. Jacques Moretti, proprietario del Constellation, è sempre stato una presenza defilata, quasi invisibile, in una stazione sciistica abituata a volti noti e a imprenditori che fanno della mondanità una cifra distintiva. Di lui esistono poche immagini, pochi racconti, e una rete di relazioni che, secondo quanto riportato da watson.ch, non si è mai davvero radicata nel tessuto sociale di Crans-Montana.

La sua storia, però, non nasce tra le montagne svizzere. Moretti è nato nel 1976 a Ghisonaccia, sulla costa orientale della Corsica, un territorio segnato da una lunga stagione di tensioni politiche e identitarie. In gioventù avrebbe frequentato un sindacato studentesco nazionalista, in un contesto familiare tutt’altro che estraneo a quell’ambiente. La madre proverrebbe infatti da una famiglia vicina alla causa indipendentista e tre zii risulterebbero coinvolti in organizzazioni del settore. Uno di loro sarebbe stato membro di un partito sciolto nel 1998, considerato la vetrina politica del Fronte di liberazione nazionale corso, Flnc, noto per la sua stagione di lotta armata. In quell’orbita si muoveva anche Charles Pieri, figura di spicco dell’indipendentismo, a sua volta sospettata di legami con la banda criminale “La Brise de Mer”.

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Crans Montana, la scoperta su Moretti

Prima dei 30 anni Moretti lascia la Corsica e si sposta nell’area ginevrina, dove nel 2004 compare come socio di una società immobiliare con sede a Losanna, chiusa appena un anno dopo. Parallelamente gestiva un’attività di affitti turistici in Alta Savoia, un capitolo che segnerà in modo decisivo il suo percorso. Le operazioni condotte nel 2005 gli costeranno infatti una condanna penale: nel 2008 il tribunale di Annecy lo riconosce colpevole di favoreggiamento della prostituzione per fatti avvenuti a Ginevra, infliggendogli un anno di carcere, di cui quattro mesi effettivi, oltre al divieto di gestire società in Francia.

Dopo la condanna, Moretti torna in Corsica. A Bonifacio apre un’impresa di pulizie e un locale notturno, attività che però non superano il 2014, anno della loro chiusura. È il preludio a un nuovo trasferimento. Nel 2015 si stabilisce in Vallese e inizia una fase che attirerà l’attenzione solo molti anni dopo: l’acquisto di numerosi immobili, apparentemente senza ricorrere a mutui, compreso il bar Constellation. A ricostruire questa sequenza è il portale 20 minutes, che evidenzia come il patrimonio immobiliare sia cresciuto in tempi relativamente rapidi.

A Crans-Montana il suo stile di vita non passa inosservato. Auto di lusso, fino a una Bentley da circa 322mila euro intestata al locale, alimentano voci e interrogativi. “Tutti si chiedono da dove venga il suo denaro”, racconta un residente. Anche perché, secondo molti, il Constellation non sembrava un’attività particolarmente redditizia. A questo si somma una distanza evidente dalla comunità locale. “Non è molto apprezzato, anche perché per i lavori non ha coinvolto aziende locali. Alcuni lo hanno persino boicottato”. Parole che oggi, dopo la tragedia di Capodanno, assumono un peso diverso e contribuiscono a delineare il profilo di un uomo rimasto a lungo ai margini, ma improvvisamente al centro di una vicenda che ha scosso l’intera Svizzera.


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