Partono per le tanto attese vacanze e scelgono di andare in montagna. Decisione fatale per una giovane coppia: durante un’escursione (che gli era stata sconsigliata) si perdono e si ritrovano soli, al gelo e senza provviste. Come è andata a finire? Così

 

Le escursioni in montagna e gli sport estremi praticati sui monti, continuano a mietere vittime: di tre giorni fa la notizia della morte del famoso base jumper Alexander Polli. Il 31 enne italo-norvegese, uno dei guru della tuta alare, durante il suo ultimo lancio si era schiantato contro un albero e aveva perso la vita sui monti sopra Chamonix nella zona del Brèvent, a circa 1500 metri d’altitudine. Ancora prima, il 17 agosto, erano morti altri due base jumper: Uli Emanuele e un altro atleta britannico avevano perso la vita durante un lancio sui monti di Muerren, in Svizzera.

Le morti sempre più frequenti degli appassionati delle discese in tuta alare, hanno portato le autorità italiane a chiedersi se non sia il caso di porre un freno allo sport estremo che anno dopo anno miete sempre più vittime.


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La storia che oggi arriva dalla Nuova Zelanda racconta, ancora una volta, la storia di un escursione su una catena montuosa finita male.

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Una coppia di turisti originari della Repubblica Ceca, a gennaio erano arrivati in Nuova Zelanda in vacanza. Nel luglio scorso i due avevano deciso di intraprendere il Routeburn Track, un percorso di montagna lungo 32 chilometri popolare tra gli escursionisti. La lunga via dove si arrampicano centinaia di escursionisti da tutto il mondo ogni anno, era però stata sconsigliata ai due, visto il clima invernale che attualmente è in corso in Nuova Zelanda. Il percorso, che si trova all’interno del parco nazionale Fiordland national nella South Island, si era rivelato subito difficile e i due avevano perso dopo poche ore l’orientamento.

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A far precipitare la situazione c’ha pensato il destino: l’uomo, poche ore dopo aver perso l’orientamento, precipita in un dirupo e lascia la donna da sola. La ragazza a questo punto si sarebbe rimessa in cammino e dopo diverse ore, sarebbe riuscita a raggiungere un rifugio. La scomparsa dei due era stata segnalata solo la scorsa settimana dall’ambasciata ceca e dopo la segnalazione, erano partite le ricerche. Visti i giorni trascorsi e l’inverno sempre più incalzante, i soccorritori ormai avevano perso ogni speranza di ritrovare la coppia ancora viva. Invece la donna ha sorpreso tutti: dopo aver raggiunto il rifugio, era riuscita a sopravvivere proprio grazie alle scorte di cibo presenti e alla struttura che l’aveva difesa dalle nevicate invernali. La turista ceca, inoltre, è stata ritrovata in discrete condizioni di salute e aveva tracciata sulla neve una grossa H, sperando di poter segnalare la propria presenza ai soccorsi. Adesso la giovane è stata trasportata alla propria ambasciata e, nonostante la perdita del compagno con cui viaggiava, si trova in salute e pronta a far rientro a casa.

 

Non sarà l’ora di farla finita? Terzo base jumper morto in un anno da quella montagna

Pubblicato il alle ore 09:14 Ultima modifica il alle ore 11:28