malika Chalhy mercedes soldi raccolta fondi

“Ho mentito, volevo togliermi uno sfizio”. Malika, la ragazza cacciata di casa: cosa ha comprato coi soldi della raccolta fondi

La storia di Malika Chalhy, la ragazza buttata fuori casa dalla famiglia perché lesbica, la conosciamo tutti. Gli audio della madre li ha ascoltati tutta Italia, in cui urlava e diceva volgarità crudeli e cattiverie attraverso Whatsapp. Immediatamente dopo l’appello di Malika, diffusosi a macchia d’olio in men che non si dica, sua cugina ha aperto una raccolta fondi che è arrivata a raccogliere 140.000 euro.

Poi un certo Carlo ha dato vita un altra raccolta che ha fruttato 12.000 euro. Qualche giorno fa però è scoppiata una mezza polemica quando Gaia Zorzi ha condiviso la foto di Malika Chalhy alla guida di una Mercedes nuova di zecca. La ragazza si è giustificata dicendo che l’auto era dei genitori della sua compagna, ma a quanto pare era una bugia.

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Malika Chalhy, polemica per la Mercedes dopo la raccolta fondi

“Un ragazzo, Carlo, ha contattato mia cugina Yasmine dicendole che voleva aprire un’altra raccolta fondi per me. – si legge su tpi news – Mia cugina gli risponde che ce ne era già una, lui replica che con altre persone note voleva aprire una SUA raccolta fondi. I soldi li ho presi io. Ma io lo avevo detto di bloccarlo. Comunque visto che la seconda raccolta è andata bene (11.500 euro) ho deciso che questi soldi li donerò in beneficenza non so ancora a chi, forse a un reparto di oncologia pediatrica”.

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“La prima raccolta ha fatto 140.000 euro. Quanti ne darò in beneficenza? Visto che si parla della mia vita, spiego io. Io prima dell’accaduto prendevo 700 euro per il mio lavoro in fabbrica, ero in cassa integrazione da gennaio e aiutavo miei con un finanziamento. Prima ne prendevo di più, ma pochi. Adesso ho avuto delle spese per la macchina, per il dentista… del resto non è che ho i genitori pronti alle spalle. Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei“.

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“Qualche giorno fa ho detto che la Mercedes era dei genitori della mia fidanzata. Sì ho detto una bugia. Mi scuso. Mi è stato chiesto che ero sotto pressione. Io ho vissuto di tutto in questi mesi, sono stata buttata fuori di casa, ho i beni sequestrati, hai idea? Per me è un modo sbagliato di fare giornalismo questo. Senti io ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto”.

“Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino… Se prima al telefono non ti ho detto i nomi degli enti a cui volevo donare è perché quando me lo hai chiesto sono andata in confusione, delle persone volevano costringermi a donare al gruppo San Donato e io non ero d’accordo“.

Pubblicato il alle ore 09:13 Ultima modifica il alle ore 12:12